Distacchi sindacali, ecco chi torna al lavoro

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Ascoli, 28 agosto 2014 – Come hanno preso le organizzazioni sindacali territoriali la decisione del Governo di dimezzare i distacchi sindacali? Sostanzialmente le dichiarazioni sono in linea con il trend assunto dai responsabili nazionali, anche in considerazione del fatto che i numeri nella nostra provincia sono minimi, fermandosi a qualche unità. Abbiamo quindi dato voce ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil su questo argomento di grande attualità per capire quanto tutto questo inciderà sulla realtà picena e per una valutazione nel merito del provvedimento.

«Per quanto ci riguarda — ha detto Giancarlo Collina, segretario provinciale della Cgil — dovranno rientrare un paio di unità. In generale credo che comunque ci sarà da valutare gli aspetti accessori ma quello che più mi preme è il discorso relativo al metodo. Credo che alcune cose andrebbero negoziate e non fatte per decreto: qui si parla di conquiste ottenute attraverso la negoziazione, la possibilità di avere rappresentanti sindacali è nata dalla necessità. Tutto questo — ha aggiunto Collina — è stato parte di contrattazione e negoziazione: ora non alziamo le barricate, però la modalità non mi sembra quella giusta. Questa è la grande riforma della pubblica amministrazione? Si può razionalizzare tutto, ma facciamo prima le operazioni vere».

Anche il segretario della Uil, Giuseppe Pacetti, ha spiegato la situazione del suo sindacato: «In sostanza per noi ne rientreranno uno e mezzo. Poi ci sono quelli pagati dal sindacato, con l’integrazione statale per quanto riguarda i contributi. Sopperiremo con del volontariato — ha detto ancora Pacetti — e penso che il sindacato possa tornare un po’ verso questa direzione. Personalmente ho rinunciato al distacco retribuito nel 2000, non ho voluto gravare sul sindacato. Di certo l’impatto potrà creare dei problemi, però se ci sono da fare dei sacrifici li facciano tutti».

Per la Cisl Funzione Pubblica ha detto la sua Giuseppe Donati, il quale ha spiegato che a livello regionale si passerà dagli attuali 13 a 9, con tre distacchi che saranno a carico del sindacato. Poi ha aggiunto una sua valutazione: «Sono rimasto stupito da alcuni titoloni, dove si parlava di riforma della Pa: spero che non si risolva con questo. Noi abbiamo accettato la sfida, ma quella vera è interloquire con il Governo per una vera riforma della pubblica amministrazione, una rivisitazione profonda che deve partire dalla ‘testa’».



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