Disturbo alla quiete pubblica, ancora sigilli alla caffetteria ‘La dolce vita’

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Porto Sant’Elpidio (Fermo), 16 ottobre 2014 – Non c’è pace per “La dolce vita”, la frequentata caffetteria che si affaccia su piazza Garibaldi. Dopo il sequestro preventivo dello scorso 23 maggio e la conseguente “chiusura forzata” dell’attività per ben 24 giorni, nella serata di martedì gli agenti della polizia locale hanno nuovamente posto i sigilli al locale e all’area antistante in esecuzione ad un analogo provvedimento, disposto dall’ufficio Gip – Gup del Tribunale di Fermo, che in base all’articolo 321 del codice di procedura penale, vieta a chiunque di introdursi all’interno del locale e di manomettere i sigilli a pena delle conseguenze stabilite per tali condotte dal codice penale.

Anche in questa circostanza, a monte del provvedimento disposto dal Gip di Fermo dott. Marcello Cozzolino, ci sarebbero le denunce penali presentate da alcuni cittadini alle forze dell’ordine per il disturbo alla quiete pubblica provocato dall’intrattenimento musicale notturno del locale in piazza Garibaldi. La natura del sequestro preventivo in base all’articolo 321 del codice di procedura penale sarebbe volta quindi ad evitare che “l’attività molesta” venga reiterata. Prima del sequestro preventivo dello scorso 23 maggio il locale aveva già subito, il 12 maggio, una ordinanza del sindaco Nazareno Franchellucci, che intimava al bar di sospendere per 10 giorni la totale attività sonora del locale, come gli intrattenimenti musicali o la diffusione di musica in qualsiasi apparecchio o radio, dalle 21 alle 8 del giorno successivo.

Il provvedimento faceva riferimento alla relazione dell’Arpam-dipartimento di Ascoli Piceno, corrispondente alle verifiche effettuate nei giorni 29 e 30 marzo scorsi, dalla quale risultava il superamento dei limiti rumore causato dalla diffusione di musica all’esterno da parte dell’attività commerciale. All’indomani del primo sequestro preventivo ci sono state vibranti proteste da parte dei clienti del bar che, esprimendo la loro solidarietà nei confronti dei titolari, li hanno considerati “vittime di un accanimento”. 



 

Precedente Aggredisce i carabinieri, in manette Finisce così la notte brava di un ubriaco Successivo "Ha violentato una bimba di 6 anni in palestra". Alla sbarra 25enne