Domitilla Santori: «Cari studenti, ogni tanto alzate la testa dai vostri libri»

Domitilla Santori

IL BORGHIGIANO IL BLOG DI FABRIANO E DELLE MARCHE – LA PRESIDENTE del Consiglio Studentesco dell’Università Politecnica delle Marche è una giovane ventiquattrenne di nome Domitilla Santori, originaria di Serra San Quirico, in provincia di Ancona. Amante della lettura e della scrittura, appassionata di cucina e di dolci, Santori ha consacrato gli ultimi anni della sua vita all’associazionismo studentesco, entrando a far parte dell’associazione culturale universitaria Gulliver. Nel 2013 ha ricoperto la carica di tesoriera, quindi nel 2014 di vicepresidente dell’associazione. Nello stesso anno si è candidata alle elezioni universitarie durante le quali è stata eletta presidente del consiglio studentesco. Diplomata al liceo Scientifico “Vito Volterra” a Fabriano, Santori vive ad Ancona da 6 anni, per frequentare l’università. Si è iscritta ad Economia e Commercio e durante il suo percorso di studi ha partecipato al progetto Erasmus a Varsavia, in Polonia. Si è laureata nel 2013 e sta terminando gli studi per la laurea magistrale in Economia e Management. Fa parte del Nucleo di Valutazione dell’Università Politecnica delle Marche, organo di valutazione interna. Attualmente è impegnata, come altri suoi colleghi studenti, nell’organizzazione dell’imminente Your Future Festival, ma non smette di dedicare tempo alle sue nipotine, scrivendo e disegnando favole per loro

COME ti sei avvicinata al mondo dell’associazionismo studentesco? «Ho incontrato l’associazione studentesca universitaria Gulliver tra i banchi della Facoltà di Economia, soprattutto per le attività culturali e di sostegno allo studio da loro organizzate. In particolare frequentai un corso di aiuto allo studio della statistica, che forse è la materia più difficile per il corso di Economia. Da lì ho iniziato a conoscere gli attivisti e a frequentare i luoghi in cui si incontravano, si aggregavano, come la sede dell’associazione in via Saffi e le aule in ogni facoltà per fare rappresentanza». Cosa ti ha colpito del Gulliver? «Iniziando a frequentare un’associazione uno si accorge che all’università ci sono persone che pensano solo allo studio, alla laurea e al lavoro ma anche hanno anche interessi culturali, cercano opportunità di approfondimento e altre che hanno a che fare con la vita e con il mondo». Perché hai deciso di impegnarti in prima persona? «Perché come diciamo noi il Gulliver è uno strumento per realizzare le tue idee, come del resto tutte le associazioni in generale. La persona grazie al gruppo ha la possibilità di organizzare quello che ha in mente. Come associazione la nostra priorità è far vivere agli universitari la città di Ancona, perché spesso questi due mondi sono separati. Quindi ho voluto dare una mano anch’io». Come sei passata da questa esperienza alla candidatura a presidente del consiglio studentesco? «Avvicinandosi al mondo delle associazioni studentesche ci si accorge spesso anche di quello che c’è dietro, che a prima vista non si nota ed è più difficile da comprendere, cioè il ruolo della rappresentanza. Ho capito che tanti prima di me avevano ricoperto il ruolo di rappresentanti degli studenti, permettendomi di vivere quello che sto vivendo ora e di migliorarmi anche all’università. Così mi sono chiesta se potevo fare qualcosa anch’io per difendere i diritti di chi vive l’università ora e la vivrà dopo di me». A proposito di attività studentesche, c’entrate nulla con Your Future Festival? «L’idea è stata del Rettore Longhi che tuttavia ha tenuto subito a dirci che nel pensarlo ha recepito la nostra esigenza di maggiori iniziative culturali, di approfondimento e ludiche». Voi studenti siete coinvolti nell’organizzazione? «Noi abbiamo l’occasione di proporre attività, organizzarne ed esprimere un giudizio su quelle proposte dall’università perché il festival è pensato innanzitutto per noi, oltre che per il personale e la cittadinanza». Che consigli dai ai tuoi coetanei? «Ai miei colleghi universitari consiglio di alzare la testa dai libri, perché nella vita è importante guardarsi intorno e impegnarsi nell’associazionismo, nella rappresentanza e in tutto ciò in cui si crede arricchisce tanto quanto lo studio dei libri».

Notizia riferita da VALERIO CUCCARONI IL RESTO DEL CARLINO

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