Donna stroncata da overdose abbandonata in strada

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Porto San Giorgio (Fermo), 3 settembre 2014 – Un buco per iniettare l’ultima dose di quell’eroina che le aveva avvelenato la vita per anni. Poi il malore a causa di un’overdose. Con lei c’era qualcuno, qualcuno che avrebbe potuto aiutarla. Invece l’ha scaricata in mezzo alla strada come un oggetto che non serviva più. Naima Roso, 34 anni, di Fermo, è morta sola, abbandonata vicino un marciapiede e lasciata al suo destino. Il tragico epilogo di una vita difficile, sfortunata e segnata dalla droga. E’ accaduto l’altro ieri notte in via Montegrappa, vicino al sottopasso, poco distante dal bar Astro.

Erano da poco passate le 23 quando un agente di polizia in borghese, casualmente di passaggio, ha notato il corpo della giovane riverso a terra ed ha subito allertato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i sanitaria del 118 e della Croce Azzurra di Porto San Giorgio, che hanno tentato disperatamente di rianimare la 34enne. Purtroppo però non c’è stato niente da fare: il suo cuore aveva cessato di battere per sempre. La salma è stata trasportata all’obitorio del “Murri” e dopo una prima ispezione cadaverica, il medico legale ha parlato di decesso per arresto cardiaco dovuto ad overdose di eroina. Sarà però l’autopsia, prevista per questa mattina, a stabilire con certezza le cause della morte. Sul luogo della tragedia gli uomini del commissariato di Fermo, che hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti.

Secondo una prima ricostruzione, al momento del malore, la giovane si trovava in compagnia di altre tre persone. Le stesse persone che sarebbe state viste da un testimone trascinare il corpo per poi abbandonarlo e fuggire. I tre sono ancora ricercati dalla polizia, ma avrebbero le ore contate. La 34enne, sposata, risiedeva a Capodarco, ma ultimamente si era trasferita a Lido Tre Archi. La sua è una storia di tossicodipendenza, una lunga storia di sofferenza legata all’eroina. Più volte aveva cercato di disintossicarsi per tornare ad una vita normale, ma era sempre ricaduta.

Ormai non lavorava più e viveva di espedienti: troppo brutta la sua situazione. In un momento di bisogno due anni fa si era persino resa protagonista di un assurdo tentativo di rapina nell’edicola del viale della Stazione. Erano circa le 14 di un sabato pomeriggio, quando la giovane, probabilmente in preda ad un crisi di astinenza, si era avvicinata all’esercizio commerciale armata di un coltello da pesca subacquea e con il volto coperto da un sciarpa. Giunta di fronte all’edicola, aveva minacciato la titolare e le aveva intimato di consegnarle tutto il denaro che aveva in cassa. La donna aveva fatto finta di acconsentire alle richieste, ma, con fare repentino, aveva chiuso a chiave l’unica porta di accesso all’edicola ed aveva iniziato a gridare per chiedere aiuto. La rapina era fallita, così come tutti i tentativi della 34enne di rifarsi una vita lontana dall’eroina. L’ennesimo fallimento, quello definitivo, l’altro ieri notte, con l’ultimo buco fatale.



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