Doping alla Quintana, capisestiere compatti

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 5 gennaio 2016 – «Il regolamento deve essere riscritto. C’è troppa confusione e molti aspetti non sono chiari, soprattutto in riferimento al doping». Questo il messaggio lanciato dai sei capisestiere al «Consiglio degli Anziani», che domenica verrà rinnovato con l’elezione del rettore e del rappresentante dei sestieri, a seguito della decisione del collegio dei probiviri di sospendere per quattro mesi Mariangela Gasparrini di Sant’Emidio e per due l’ex caposestiere della Piazzarola Pierluigi Messidori.

Tali provvedimenti, infatti, giustificati dalla mancata vigilanza da parte degli stessi riguardo proprio al caso doping, rischiano di creare un pericoloso precedente in base al quale ad essere puniti, per qualsiasi violazione delle norme, debbano essere appunto i capisestiere e non i sestieri stessi.

«Sono sincero e devo ammettere che la proposta dei probiviri non mi è piaciuta – spiega, ad esempio, Marco Regnicoli di Porta Maggiore –. E’ difficile capire dove arrivi la responsabilità dei capisestiere, visto che questi si affidano a delle scuderie ma non possono sempre controllare cosa accade ai cavalli. Di conseguenza, non posso che esprimere la mia solidarietà a Mariangela e Pierluigi. Anche se è evidente che sono stati commessi degli errori e che per la prima volta il mondo della Quintana si è trovato a fare i conti con il doping, che comunque rappresenta un fatto grave, non mi sembra il caso di dare la colpa ai capisestiere. Però – conclude Regnicoli – è ormai necessario tornare a lavorare sugli statuti e sui regolamenti».

«Difficile esprimere un’opinione quando non si conoscono bene i fatti – prosegue Attilio Lattanzi di Porta Solestà –. Comunque, credo che adesso i sestieri debbano tutelarsi meglio. Con i cavalieri e i loro staff ci sono dei rapporti di fiducia ed è difficile controllare sempre tutto ciò che accade. In una squadra di calcio, giusto per fare un esempio, il presidente non può essere sempre attento sulla vita privata dei vari calciatori».

Dello stesso parere anche Alessandro Petrelli di Porta Tufilla. «Non è semplice dare un giudizio non essendo direttamente coinvolti – sostiene il caposestiere rossonero – ma di certo questa sentenza farà scuola e creerà un precedente. Ritengo che tutti i regolamenti debbano essere aggiornati perché c’è confusione e non è bello alimentare sempre la cultura del sospetto come si sta facendo. Il caposestiere non è in grado di controllare tutto».

A commentare la vicenda sono stati poi anche Amedeo Lanciotti della Piazzarola e Pierluigi Torquati di Porta Romana. «Faccio fatica a capire in quale misura possano essere coinvolti i capisestiere nel caso doping – afferma il primo -. Bisogna rimettere le mani sul regolamento e sperare che da questa situazione possa uscire lo stesso una buona immagine della Quintana». «Sono perplesso ed impaurito – conclude Torquati – Noi capisestiere non possiamo dormire con i cavalli e questa decisione di sospendere Messidori e la Gasparrini non mi sembra la migliore. Forse si poteva agire in maniera diversa».

 

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