DOPO UNDICI ANNI LE SUORE POTREBBERO LASCIARE LA CASA ALBERGO PER PROTESTA

casa di riposo cerreto

IL BORGHIGIANO FABRIANO IL BLOG DELLE MARCHE – CERRETO D’ESI – LE SUORE infermiere dopo 11 anni lasciano la Casa albergo di Cerreto d’Esi in rotta di collisione con il Comune proprietario e gestore della struttura. A metà gennaio se ne andranno con una decisione ufficializzata da una stringata lettera, in cui si annunciano le dimissioni collettive, arrivata dall’India, dove le monache francescane clarisse hanno la loro sede. «Ci sono stati dei problemi con il Comune», si limita a sostenere una delle quattro religiose contattate dal Carlino che vivono all’interno dell’edificio in centro storico dove risiedono 27 anziani e che ricevono ciascuna un compenso 850 euro mensili per i loro servizi assistenziali diurni e notturni. «Da più di un anno le suore sono bersaglio di continue angherie e umiliazioni», denuncia l’esponente del Pd Angelo Cola che ha partecipato alle ultime primarie del partito per la candidatura a sindaco. «Da oltre cinque mesi non vengono pagate e per tutto questo tempo per mangiare hanno dovuto fare affidamento sulla carità dei cerretesi. Quando vanno a messa devono recuperare il ‘tempo perso’ in quanto non viene conteggiato come lavoro ed è stata anche disattivata la connessione internet per comunicare con la casa madre in India. Perfino la fontana che serviva per innaffiare il piccolo orto delle monache è stata chiusa». I primi problemi erano cominciati a sorgere ad inizio anno quando l’allora commissario prefettizio Angela Buzzanca aveva ridotto compensi e servizi (dai precedenti 4.500 euro di stipendio mensile complessivo più pasti a mensa in Casa albergo si è passati a 3.500 euro mensili senza vitto) modificando la convenzione tra suore e Comune. Ora la decisione in blocco delle quattro religiose – tutte dotate di attestati professionali chi come operatrice sanitaria, chi come infermiera – di lasciare la struttura attraverso una scelta che ha subito fatto attivare il sindaco Giovanni Porcarelli. «E’ stato un fulmine a ciel sereno anche perché non ho mai seguito in prima persona la questione della residenza protetta», commenta il sindaco. «Solo la settimana scorsa sono venuto a conoscenza delle dimissioni e ho immediatamente convocato le suore in Comune. Con loro ho parlato a lungo, convincendole a rimanere ancora per qualche settimana, ovvero fino a metà gennaio. Cosa succederà dopo? Mi auguro che ci ripensino e restino con noi anche il prossimo anno, ma è chiaro che in questo periodo cercheremo altre soluzioni». Dalla minoranza consiliare monta la polemica incentrata anche sui possibili aggravi di spesa perl’ente municipale – già alle prese con una pesante situazione debitoria – perché quattro nuove figure professionali possono arrivare a costare oltre il doppio delle suore. Notizia riferita da Alessandro Di Marco IL RESTO DEL CARLINO

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