Droga nel divano della nonna, preso “il maggiore pusher fabrianese”

Il capitano dei carabinieri di Fabriano Benedetto Iurlaro (Foto Di Marco)

Il capitano dei carabinieri di Fabriano Benedetto Iurlaro (Foto Di Marco)

Fabriano (Ancona), 21 febbraio 2013 – Nel garage della nonna 90enne aveva nascosto oltre 6 chili di droga rinvenuti all’interno di un divano. A scoprirli i carabinieri coordinati dal capitano Benedetto Iurlaro che hanno tratto in arresto il 36enne fabrianese A.Z., di professione operaio, a cui sono risaliti dopo ben quattro mesi di pedinamenti e appostamenti.

Nel garage sono stati rinvenuti 5 chili e 200 grammi di hashish diviso in 52 panetti, 600 grammi di olio di hashish e 400 di cocaina per un valore complessivo che secondo gli inquirenti sfiorerebbe i 100 mila euro sulla base dell’ipotesi accusatoria di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Al più grande quantitativo di droga sequestrata in città almeno nell’ultimo decennio gli inquirenti sono arrivati attraverso un’opera di controllo e accertamento assai complicata, in quanto l’operaio avrebbe tenuto uno stile di vita decisamente morigerato, viaggiando per esempio a bordo di un’utilitaria assai datata, e senza destare particolari sospetti.

Gli appostamenti, però, si sono fatti più insistenti una volta notati sia le presenze piuttosto frequenti e all’apparenza poco motivate in quel garage, sia il costante uso del borsello dell’uomo che spesso si sarebbe rigonfiato per la presenza di qualcosa di piuttosto ingombrante. Da qui il blitz di mercoledì mattina da parte degli investigatori che prima hanno atteso l’operaio all’uscita dal lavoro e poi hanno ispezionato tanto l’alloggio dove vive con la famiglia(dove nulla è stato rinvenuto) quanto quel garage dove è stato recuperato l’ingente quantitativo di droga accuratamente nascosto in un divano in pelle.

L’operaio è stato trasferito al carcere anconetano di Montacuto non prima del sequestro di un macchinario riconducibile secondo gli investigatori alla presunta attività di spaccio e ad alcuni effetti personali utili per possibili ulteriori sviluppi delle indagini. L’attenzione dei militari dell’Arma, infatti, ora si concentra sui contatti telefonici dell’operaio non solo per legittimare l’ipotesi accusatoria, ma anche per capire se davvero quella droga fosse in gran parte destinata a consumatori del posto anche di età piuttosto giovane.
Alessandro Di Marco

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