Due fabrianesi: "I lupi sono tornati, ecco le prove"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fabriano (Ancona), 29 settembre 2015 - I lupi tornano a popolare le colline del Fabrianese dopo decenni in cui sembravano aver abbandonato in maniera definitiva le aree dell’entroterra al confine tra Marche e Umbria. Sono stati due appassionati locali di fauna e territorio, Fabrizio Moscé e Mattia Orsi, a fornire una concreta testimonianza del ritorno del predatore in zona. Gli avvistamenti, come spiega Moscé al Carlino, sono avvenuti grazie all’installazione di una videocamera posizionata tra i boschi che si aziona in modo automatico alla presenza di uno o più animali.

Moscé, quanti lupi siete riusciti a filmare?

«Da aprile ad oggi quattro, di cui tre maschi e una femmina, si sono avvicinati alla telecamera che ha avuto modo di immortalarli in modo nitido sia di giorno, sia in orari notturni. L’ultima di queste presenze risale alla scorsa settimana e dunque testimonia una certa stanzialità. Non è stato semplice scovare questo tipo di animale sempre molto elusivo e anche diffidente, ma il fatto che in diversi periodi dell’anno più di un esemplare sia finito davanti alla ‘video-trappola’ è la dimostrazione di come la specie abbia deciso di tornare a frequentare l’Appennino umbro-marchigiano».

Avete avuto modo di stimare quanti sono i lupi che attualmente si trovano nell’hinterland fabrianese?

«Secondo alcune ricostruzioni dovrebbero essere una quindicina tra il territorio del nostro comune, Sassoferrato, Esanatoglia e il vicino confine con l’Umbria. Di certo comunque posiamo dire che in maniera spontanea questa specie è tornata in zona dopo l’ultima cattura avvenuta nel lontano 1961 quando il corpo dell’animale fu esposto in piazza quasi come fosse un trofeo».

Prima i cinghiali, ora anche i lupi: è il caso di preoccuparsi?

«Piuttosto c’è da smentire chi pensa che il lupo sia un animale pericoloso e intento ad attaccare l’uomo. Non è così. Dobbiamo vederlo come un alleato e non come un nemico. Anzi perfino una risorsa, tanto che nel vicino Abruzzo esiste una consistente fetta di turismo rappresentato da chi va in quella zona solo per poter vedere da vicino questi animali».

Insomma, niente pericoli in agguato per la cittadinanza?

«Ripeto, il lupo ha rispetto e perfino timore delle persone, per cui non le attacca. Non a caso bisogna ricordarsi come i cani, anche quelli di taglia più piccola e dunque considerati da affezione, che molti di noi hanno in casa, sono diretti discendenti di questa specie. E poi il lupo è abituato a vivere in zone remote assai distante dagli abitati, come nel caso di questi ultimi avvistamenti avvenuti in aree assai periferiche che non vogliamo svelare nel dettaglio proprio per evitare gli attacchi dei bracconieri. Peraltro il lupo si nutre di selvaggina e potrebbe non essere un caso la quasi totale assenza di cinghiali nelle aree in cui staziona questo predatore. Insomma, penso che sia giunto il momento di rivalutare la sua figura e considerarla come un guardiano del territorio che riequilibra la presenza di carnivori ed erbivori».

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