Duecento fiammelle contro la "Buona scuola"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 7 gennaio 2015 – Duecento lumini sono stati distribuiti venerdì alla fiaccolata di protesta cotro il ddl de «La Buona scuola» che ha portato il personale della scuola a sfilare in corteo notturno per le vie del centro storico di Pesaro con sosta obbligata sotto le finestre del Prefetto.

La manifestazione – espressione territoriale di una serie d’iniziative regionali e nazionali che FLC CGIL ha organizzato con CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS e Gilda – «intende – spiegano i sindacati – rivendicare il diritto ad una scuola collegiale ed inclusiva. Il testo del disegno di legge di riforma votato alla Camera, infatti, lascia irrisolte molte delle sue più evidenti criticità e non dà risposta alle richieste che stanno alla base di una mobilitazione condivisa e partecipata dall’intero mondo della scuola».

Le fiaccolate anti riforma sono state una settantina in tutta Italia. Alla mobilitazione il premier Renzi ha risposto aprendosi al dibattito «stiamo discutendo – ha detto Renzi – siamo pronti a ragionare, ma non cederemo a chi sostiene che la scuola italiana sia intoccabile».

Durante il corteo pesarese che ha attraversato il centro storico partendo da piazzale della Libertà per arrivare a piazzale Lazzarini le organizzazioni sindacali hanno sollecitato «una modifica da apportare al testo di legge. E in particolare – spiegano – oltre ad un piano di assunzioni che non può limitarsi soltanto a quanti sono inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento (gae), escludendo migliaia di professionisti ci auspiachiamo la rivisitazione degli articoli che attribuiscono ai dirigenti la possibilità di conferire incarichi ai docenti attraverso la chiamata diretta dagli albi territoriali».

I sindacati che hanno organizzato la fiaccolata si dicono sì favorevoli al principio meritocratico «ma sulla valutazione dei docenti è necessario – spiegano – che si definiscano prima i criteri di costituzione delle commissioni in possesso delle necessarie competenze per pesare i colleghi in modo oggettivo e coerente».

Specificamente per le Marche, poi, i sindacati hanno testimoniato un rischio concreto che potrà verificarsi a settembre quando per effetto del blocco delle assunzioni fino al 2016, così come è stato stabilito dal ddl ora al Senato, e con l’introduzione dell’organico funzionale, 131 insegnanti assunti ogni anno dal ministero in risposta all’effettiva necessità della popolazione scolastica marchigiana, non saranno riconfermati.

A fronte di meno insegnanti disponibili «verrà aumentato il numero di ore di insegnamento a professore, ma questo non risolve tutti i problemi. Infatti risulterà difficile chiudere gli orari scolastici se il prof completa il monte ore in istituti diversi».

Il problema è stato generato da un errore burocratico, quando il Ministero tre anni fa sbagliò il calcolo della popolazione scolastica definendo un organico di diritto inferiore al necessario «e molto probabilmente tornerà a presentarsi a non più tardi di settembre».



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