E’ morto Hugo Chavez


Fonte Il Messaggero

CARACAS – Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, operato nei mesi scorsi di cancro, è morto a Caracas alle 16,25 ora locale. Lo ha annunciato in tv il vice presidente e suo delfino designato, Nicolas Maduro. «È un momento di profondo dolore», ha detto Maduro, interrompendosi fra i singhiozzi, in un discorso televisivo alla nazione. Maduro aveva detto che Chavez si era ammalato perché «è stato attaccato», come è successo con il leader palestinese Yasser Arafat sostenendo che «una commissione specia le di scienziati» potrà confermare questa tesi.

Maduro. «Chi muore per la vita non può essere considerato morto», ha sottolineato Maduro: «Nelle prossime ore renderemo noti tutti i programmi per rendere omaggio al nostro comandante», ha aggiunto, chiudendo il suo intervento con un «Que viva Chavez!».

Il complotto. Maduro aveva denunciato l’esistenza di un «piano per destabilizzare» il Venezuela dietro la malattia del leader Chavez, adombrando una teoria del complotto, lanciando accuse soprattutto contro Washington, la cui secca smentita sarebbe riecheggiata poco più tardi. Il numero due venezuelano aveva quindi condito il suo pesantissimo j’accuse, con l’annuncio dell’espulsione di due funzionari dell’ambasciata americana a Caracas. «Non abbiamo nessun dubbio» sul fatto che il presidente «è stato attaccato con questa malattia» da «nemici che tentavano di eliminarlo». «Non abbiamo d’altra parte dubbi sul fatto che arriverà il momento giusto nella storia in cui verrà creata una commissione scientifica che proverà che è stato attaccato con questa malattia», aveva rincarato davanti non solo agli uomini del governo ma anche dei comandi militari e dei governatori delle regioni in mano al chavismo.

Davanti a milioni di venezuelani che si erano sintonizzati di fronte alla tv in attesa di conoscere finalmente la verità sulle condizioni del loro presidente, Maduro era poi tornato ad attribuire la recente svalutazione del bolivar ad «attacchi speculativi» con cui «l’oligarchia che cospira con l’imperialismo» sta cercando di «danneggiare la nostra economia». Per garantire «la protezione economica del nostro popolo», aveva aggiunto, è necessario che «l’alto comando rivoluzionario» combatta contro altre iniziative destabilizzanti, come il «sabotaggio delle reti elettriche» che spiegherebbe i costanti black-out che si registrano in varie zone del Paese. «Il comando politico e militare della rivoluzione – aveva concluso – è unito e coeso, e chiama il popolo alla disciplina assoluta, a serrare le fila con il comandante della rivoluzione» contro «l’imperialismo statunitense» e l’ «oligarchia dei senza patria».

La replica.
Gli Stati Uniti hanno subito respinto le accuse di cospirazione:«Sono accuse assurde», ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato.

Esercito schierato. Dopo la morte del presidente, le forze armate del Venezuela assicureranno il rispetto della Costituzione: lo ha detto il ministro della Difesa, Diego Molero, invitando «il popolo all’unità e la concordia tra le parti». «Continueremo a lottare per l’ideale» della rivoluzione bolivariana, ha sottolineato Molero, «con lealtà, amore e morale».

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