E’ morto il fotografo Daniele Cimino, una vita al nostro giornale

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 24 agosto 2015 - E’ morto Daniele Cimino. Lo storico fotografo del Carlino, 60 anni lo scorso luglio, si è spento ieri pomeriggio attorno alle 19 all’ospedale di Torrette dove era ricoverato da qualche tempo in seguito a una malattia che lo aveva molto debilitato. Era arrivato al Carlino nel 1978. Da allora non ha mai lasciato il giornale per cui ha speso la vita.

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IL FOTOGRAFO. Per eccellenza. Daniele era un tutt’uno con quell’attrezzo che si portava dietro anche quando lo chiamavi per andare a prendere un caffé o a mangiare una pizza. Veniva, si sedeva e iniziava a scattare. Amici, colleghi, semplici conoscenti: per lui non faceva differenza.

«Ma che ce farai con tutte ste foto…» gli diceva con tono scherzoso chi si imbatteva nel suo obiettivo. Daniele non poteva non far venir fuori un sorriso a chi finiva sotto le sue «grinfie».

Era un’esplosione di simpatia, ironia, goliardìa. Celebri le sue battute in dialetto anconetano, schiette, veraci e urlate con quel suo tono di voce alto e deciso anche in mezzo alla strada. Un modo popolare, rustico ma sempre rispettoso. Di tutto e di tutti. Sapeva comportarsi in ogni occasione, sia quando era impegnato in un fatto di cronaca che in ambienti istituzionali a lui sempre congeniali. Non a caso era diventato uno dei fotografi di riferimento per la Regione, per tutti i politici che si sono trovati a lavorare ad Ancona, per i vertici delle forze dell’ordine. Daniele non si è mai tirato indietro di fronte a nessun servizio. Aveva una valanga di amici. Non aveva orari, lo potevi chiamare anche alle tre di notte e rispondeva sempre. Quando agli inizi del Duemila Ancona fu scossa da una serie infinita di incendi negli ospedali lavorammo ininterrottamente giorno e notte per settimane. Cimino sapeva sempre come sollevarti il morale, anche quando le gambe erano diventate molli e gli occhi si chiudevano. Una persona di gran cuore: aveva una parola buona per tutti.

UNA battuta, una sigaretta in compagnia (e lui ne fumava tante), una chiacchierata anche sulle cose più spicciole.

Infiniti i suoi servizi. Impossibile star qui a elencarli tutti.

L’Ancona è stata un altro dei suoi grandi amori. La storia biancorossa l’ha fatta anche lui. Con le foto più celebri dei giocatori che non sono sfuggiti alla sua macchina. Anche adesso che la salute gli si era messa contro, non si era mai perso d’animo. Un male lo aveva costretto all’amputazione di un piede. Lui, tignoso e coriaceo come è sempre stato, andava in giro lo stesso.

Perchè fotografare era la sua vita.

E così lo vogliamo ricordare: sorridente, con la sua intramontabile macchinetta a tracolla.

 

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