Ebola, ad agosto un caso anche in città. E l’epilogo fu lo stesso

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Macerata, 11 settembre 2014 – Quello di Civitanova, in realtà, non è il primo caso sospetto di Ebola nella nostra realtà. Una situazione analoga si era verificata già agli inizi d’agosto, quando però ancora non era stato attivato il protocollo seguito l’altro giorno per la donna nigeriana.La notizia non era emersa, e si è diffusa solo nelle ultime ore. «Sì, è vero. Abbiamo avuto una situazione simile», conferma il dottor Alessandro Chiodera, primario del reparto malattie infettive dell’ospedale di Macerata.

«Era il 4 di agosto quando è arrivato in reparto un giovane maceratese, un cooperante che era da poco tornato dalla Sierra Leone, uno dei paesi a maggio rischio contagio. Aveva febbre alta e cefalea. Abbiamo avvertito chi di dovere e, seguendo tutte le procedure previste, nell’arco di un’ora siamo riusciti ad accertare che si trattava, anche in qual caso di malaria. E, dunque, abbiamo praticato tutte le cure del caso». Tutto si è risolto al meglio. Dal primo settembre, però, bisogna attenersi al protocollo varato specificamente proprio per prevenire la diffusione dell’Ebola. Il modo in cui è stato fatto dai sanitari civitanovesi e anconetani è stato eccellente, tanto che la direzione sanitaria ha avuto un encomio anche da Roma. Anche in relazione alle tensioni verificatesi al pronto soccorso di Civitanova, con cittadini spaventati che temevano di essere stati infettati, vale la pena ricordare, ancora una volta, che il virus si diffonde tra coloro che sono entrati in contatto con il sangue e/o i fluidi corporei dei soggetti infetti, non per via aerea.



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