"Ecco come si legano le bici per non farsele rubare"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 19 luglio 2015 – Ne hanno rubate 27 nel centro di Pesaro in pochi mesi. Parliamo di biciclette. Sparite malgrado catene alle ruote, lucchetti, ferri a U. Le portano via pure dai garage, come in via Rossi 9 qualche giorno fa. Cosa fare per arginare l’assalto? Luca Battaglini col negozio «Pesaro bici» in via 24 Maggio offre diverse soluzioni tecniche ma prima di tutto si sente di dare un consiglio: «Non legate mai la catena a terra. Mai. Questo perché i ladri di professione possono utilizzare le tronchesi a terra senza essere visti». Ecco cosa si deve fare (FOTO): «La bici va legata al palo in alto, facendo passare la chiusura tra telaio, ruota davanti e palo. In questo modo, diventa più complicato dissinescare a vista di tanti una catena di buona tenuta».

Gli antifurti possono essere anche da 80 euro con un sofiscato sistema di chiusura ma l’accortezza principale rimane il come si lega la bicicletta: «Ora – spiega Luca Battaglini – sta passando di interesse il sistema della targa e dell’iscrizione in un registro del telaio. Prima il Comune l’aveva sostenuta ora invece vediamo che l’argomento sta perdendo di interesse. Peccato».

Non ci sono assicurazioni contro i furti di biciclette perché costerebbero più della bici. Succede però che a Pesaro esista un servizio «recupero» biciclette rubate di tutto rispetto. Lo gestisce il capitano della polizia municipale, Roberto Premilcuore: «Abbiamo portato nel deposito comunale molte biciclette trovate abbandonate in varie parti della città, a partire dalla stazione ferroviaria. A volte accade che sia la gente a chiamarci per segnalarci una bici che vedono in un punto senza che nessuno la reclami. Il difficile è poi restituirle ai legittimi proprietari, i quali per riavere la bici devono presentare la denuncia di furto».

Entrare nel deposito delle bici ritrovate a Villa Fastiggi (ce ne saranno una trentina) è come esplorare una galleria di facce. Ad ogni modello, da corsa, da città, mountain bike o da donna, ci si immagina il proprietario che ad un certo punto era tornato a prendere la sua bici e non l’ha più trovata. Ora è lì, sopravvissuta, ma nessuno lo sa. Le condizioni di quelle accatastate sono mediamente buone e basterebbe poco per ripristinarle e utilizzarle. Dopo un certo periodo di tempo, almeno un anno, se non vengono reclamate, quelle biciclette saranno regalate ad associazioni di volontariato. Oppure, la bici ritrovata da un cittadino, consegnata a questi. E’ certo che il Comune non le venderà. Anche se in molti glielo chiedono in ginocchio. «L’asta è complicata» è la risposta.

 

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