Ecco lo stadio del Conero, una cattedrale disintegrata: marciapiedi rotti e savana

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Ancona, 5 settembre 2014 – Se il rilancio del calcio italiano passa anche, e soprattutto, per la qualità dei suoi impianti, analizzando lo stadio Del Conero si capisce che siamo molto indietro. Quel che resta di un impianto la cui storia è nata male e proseguita peggio. Cattedrale nel deserto, l’impianto lontano dalla città, costruito in una buca gelida d’inverno e rovente in estate, con un disegno progettuale curioso se non assurdo. Lo stadio dell’Ancona che ad Ancona non e ai suoi tifosi non è mai piaciuto, per tanti motivi. Uno, tra tutti, oltre alla posizione decentrata rispetto alla città: quella striscia di terra tra manto erboso e spalti, inutile, deleteria, tipica della faciloneria all’italiana.

Inaugurato all’inizio degli anni ‘90, oltre vent’anni dopo l’impianto si presenta in tutta la sua bruttezza originale con, in più, il degrado dei gloriosi anni passati. Utilizzato a pieno per pochissimi anni, ossia la stagione e mezzo in serie A e alcune positive in serie B, per il resto al Del Conero ci sono stati più fantasmi e spazi vuoti che tifosi. Interi settori chiusi e sigillati da anni, inaccessibili. I vertici della società che si occupano, tra le altre cose, anche della manutenzione, si guardano bene dal sistemare quelle zone chiuse e sigillate da così lungo tempo.

Gli ingressi dello stadio utilizzati dai tifosi nei vari settori dello stadio sono ordinati, l’erba curata, il decoro garantito. I cancelli chiusi e i settori conseguenti, al contrario, sono in totale abbandono: erbacce, vegetazione fiori controllo, pezzi in muratura spaccati, cancelli e grate arrugginite.

All’interno lo stadio fa anche più spavento. La pavimentazione della curva nord, dedicata ai tifosi di casa, presenta dei danni assurdi, autentiche voragini con cumuli di calcinacci. Provate ad entrare nei bagni, scene da post-attacco militare. Certo, i danni alle strutture si debbono all’inciviltà dei tifosi, ma l’idea è che quel quadro sussista da parecchi anni. Anni durante i quali la società non è minimamente intervenuta per sistemare le parti degradate, preferendo non investire un euro.

La casa di una squadra che punta a ritornare nel calcio che conta dopo il purgatorio delle categorie dilettantistiche, al contrario una vergogna assoluta. Ecco come si presenta la situazione. All’uscita della curva sud, la curva dedicata agli ospiti, da anni il marciapiede è collassato e presenta danni evidenti che nessuno vuole sistemare.



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