Elezioni: ora si gioca un’altra partita

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 2 giugno 2015 – Ballottaggio era previsto e ballottaggio sarà. Tra il sindaco uscente Romano Carancini e Deborah Pantana, di sicuro la più sostenuta tra gli oppositori e anche la più agguerrita.

Macerata dovrà quindi attendere il 14 giugno per conoscere chi la guiderà per i prossimi cinque anni. Netto, comunque, lo scarto tra Carancini e Pantana. Forse al di là delle previsioni della stessa sfidante.

Ma l’incognita vera, che un po’ tutti alla vigilia temevano, era l’onda dei grillini. Un’onda che, alla fine, confrontata con i risultati ottenuti altrove dai Cinque stelle, non è stata uno tsunami tale da far volare la candidata. Carla Messi, infatti, è stata superata nei voti di lista ma non al sindaco, anche da Maurizio Mosca, nonostante i grillini siano il secondo partito.

L’effetto Salvini, invece, ha spinto sì Anna Menghi, ma non più di tanto. Dietro tutti gli altri, da Maria Francesca Tardella alla meteora Marina Adele Pallotto.

Ora, però, si gioca tutta un’altra partita. Saranno due settimane di fuoco, c’è da giurarci. Il fatto che il centrodestra si sia presentato al primo turno smembrato tra quattro candidati (Pantana, Mosca, Menghi e Golini), fa pensare, a onor di logica, che al secondo turno Pantana possa allargare i consensi. Anche se, non va dimenticato, gli stracci sono volati e non poco, anche tra tutti i candidati orientati a destra.

Carancini, invece, sempre a onor di logica, dovrebbe far affidamento sull’elettorato della presidentessa della Maceratese e su quello di Michele Lattanzi, per quanto non si tratti di numeri enormi. E poi, e anche qui guai a dimenticarlo, in cinque anni di governo probabilmente ha fatto più opposizione Lattanzi di tutti gli altri. Che indicazioni darà al proprio elettorato? Cosa faranno gli altri sconfitti?

I due contendenti dovranno invece lavorare su chi domenica è rimasto a casa. L’affluenza è calata vertiginosamente. Anche se, succede sempre così, il numero dei votanti al ballottaggio cala ulteriormente.

La partita, insomma, è tutt’altro che chiusa. I maceratesi, il 14 giugno più che mai, saranno padroni del proprio destino.



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