Elezioni regionali, Forza Italia perde la roccaforte Civitanova

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 2 giugno 2015 – ANCHE a Civitanova ha vinto Ceriscioli, ha perso Spacca ed è crollata Forza Italia, cosa grave se si pensa che la città ne era stata la roccaforte fino a poco fa. Tanti consensi per Francesco Acquaroli (Lega-Fratelli d’Italia), bene il M5S, con Fabio Bottiglieri, che ha tenuto proprio quando tanti ne ipotizzavano il cedimento. Bene anche Piero Gismondi (Uniti per le Marche), Roberto Mancini (Altre Marche-Sinistra Unita). Attesa la performance di Francesco Micucci ( PD ), unico eletto.

Solo il 45,46% degli aventi diritto ha votato ed è la percentuale più bassa dal dopoguerra ad oggi. Più bassa persino delle Europee 2014 quando si raggiunse il 53,57% in una chiamata alle urne che in verità per sua natura non ha mai stimolato grandi interessi.

CINQUE anni fa, a votare per la Regione era stato il 62,80%. Un crollo, quindi, su cui riflettere. E’ la strada che la città ha cominciato ad imboccare nelle Comunali 2012, quando per la scelta del sindaco ha votato solo il 55%. Una disaffezione che distingue anche Tolentino dove gli elettori sono precipitati dal 64,73% del 2010 al 49,51 del 2015.

Qui, dietro il Pd, ci sono i Cinque Stelle che mandano in consiglio regionale Sandro Bisonni. E sempre a Tolentino, dove si registra la caduta di Francesco Massi, Spacca si è piazzato al terzo posto davanti ad Acquaroli. Non servono sofisticate analisi sociologiche per capire il perché. Sulla credibilità della politica nazionale pesa la crisi e la cosa investe anche una politica locale che scopre il cittadino solo alla vigilia del voto.

La gente è stanca dei problemi irrisolti, promesse non mantenute, decisioni calate dall’alto e di non contare in una democrazia dove partecipazione è solo un vocabolo. Stanca delle solite facce. Un discorso che vale per Spacca ma anche per altri eternamente in pista. A Civitanova, come altrove, si è imposta la voglia del nuovo e Ceriscioli insegna. Ha vinto il centrosinistra perché ha saputo cambiare e anche perché capace di lavorare in sinergia. Ha saputo cambiare mantenendo di vecchio solo i metodi di una campagna elettorale condotta porta a porta, cene affollate, organizzazione e presenza costante ai seggi.

Una presenza talora oltre le righe. A farne le spese, Mirella Franco, coordinatore e capogruppo del Pd, nei confronti della quale le autorità di polizia hanno stilato un verbale, su segnalazione degli esponenti del M5S. Motivo: il suo iperattivismo l’aveva spinta a distribuire volantini anche nei pressi del seggio. Un altro caso, infine, è da segnalare, ma questa è altra storia: fra gli scrutatori, notata la presenza di una pregiudicata per spaccio. Ci è finita per sorteggio? No. L’inserimento, forse, quando si è dovuto compensare alle troppe rinunce e c’è chi si è scatenato a fornire i nomi sostitutivi. Il regolamento comunale non esclude chi non ha una fedina immacolata e questo va detto, come non lo prevede la legge. Era però una scelta opportuna?



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