Eni fuori da Saipem, l’assemblea dei lavoratori vota 2 ore di sciopero

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Fano (Pesaro e Urbino), 14 novembre 2014 – Centinaia di lavoratori in assemblea ieri pomeriggio alla Saipem. Le Rsu, nelle persone di Paolo Rossini e Giorgio Marzoli, hanno raccontato ai dipendenti Eni fanesi le ultime novità.

«Durante l’assemblea sono state ampiamente illustrate le possibili problematiche che l’uscita di Eni dalla proprietà di Saipem (detiene circa il 43% delle quote azionarie) potrebbe avere sul centro di Fano – si legge in una nota dei sindacati -. A valle dell’illustrazione si è aperto un acceso e costruttivo dibattito e alla fine l’assemblea dei lavoratori a larga maggioranza (oltre il 98%) ha deciso di aderire alle due ore di sciopero che si terranno giovedì 20 novembre dalle 8.30 alle 10.30 con presidio davanti all’ingresso della sede di Fano.

Lo sciopero di due ore avverrà in contemporanea con tutte le sedi Saipem in Italia. Saranno accolti con piacere tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro dell’azienda e del suo indotto”.

Salvaguardare i livelli occupazionali e la sede di Fano, evitando lo spezzatino dell’azienda in caso di vendita, l’obiettivo alla luce delle risultanze delle audizioni informali dell’ad Eni Descalzi, nelle “Commissione Industria” di Senato e Camera sul futuro della controllata. Un obiettivo che richiede un’azione unitaria che investa l’intero gruppo Saipem. Per questo il sindaco Seri nei giorni scorsi si è preso l’impegno di contattare gli altri 5 sindaci italiani sul cui tessuto economico e sociale influiranno le scelte di Saipem (7.500 dipendenti nelle 7 sedi italiane: due a San Donato Milanese e una a Roma, Fano, Vibo Valentia, Arbatax-Nuoro e Marghera-Venezia): per verificare la possibilità di un incontro, per far fronte comune.



 

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