Ennesima lite in famiglia, due fratellini chiamano il ‘Telefono azzurro’ e arrivano i carabinieri

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Fermo, 26 settembre 2014 – Stanchi di una situazione familiare difficile e di presunti maltrattamenti, due ragazzini hanno chiamato il «Telefono Azzurro» per chiedere aiuto. Sembra una storia di periferia da grande metropoli, e invece siamo soltanto in un piccolo centro dell’entroterra fermano. Mercoledì mattina verso le 12.30 due ragazzini — il maggiore ha sedici anni, il più piccolo soltanto undici — dopo l’ennesimo litigio in famiglia tra genitori, forse sfociato in qualcosa di più di qualche parola fuori posto, hanno contattato in gran segreto il «Telefono Azzurro» di Milano, un’associazione nata nel 1987 con lo scopo di difendere i diritti dell’infanzia. Dopo una conversazione con i due ragazzini, gli operatori dell’associazione hanno attivato tutte le procedure del caso.

Immediatamente sono stati allertati i carabinieri della zona. Non c’è voluto molto perché una pattuglia della raggiungesse l’abitazione, segnalata dai bambini agli operatori del «Telefono Azzurro». Dopo un primo colloquio con i ragazzini e i loro genitori, tutta la famiglia è stata invitata dai carabinieri a spostarsi negli uffici del Comune per seguire le procedure di legge previste per questi casi. Il viavai di operatori e di militari dell’Arma si è protratto fino al tardo pomeriggio e ha finito per destare l’interesse dei residenti, non abituati a movimenti tanto inconsueti. 

È stato poi il Comune a chiedere l’intervento di una psicologa e di un’assistente sociale ai servizi sociali dell’Ambito XIX per valutare con dovizia di particolari lo stato dei ragazzi e soprattutto le motivazioni che li avevano spinti a chiamare il «Telefono Azzurro». A quanto si apprende, i genitori dei due ragazzi — il padre è italiano, la madre staniera — sarebbero sul punto di divorziare. Anzi, la mamma da qualche tempo per lavoro si sarebbe trasferita in Germania, ma sarebbe tornata a Rapagnaro per rivedere i figli, magari per decidere chi tra i due avrebbe avuto la responsabilità di far crescere ed educare i figli. Da questo sarebbe scaturita l’ennesima lite. I due ragazzi, confrontandosi con la psicologa, hanno raccontato di aver subito anche dei maltrattamenti, forse riflesso dei continui conflitti tra i genitori, ma hanno detto che in ogni caso non volevano più vivere in quell’ambiente. Sicuramente una situazione molto complessa e difficile, vissuta attraverso gli occhi di due giovanissimi poco più che bambini. Nel tardo pomeriggio di mercoledì i due sono stati portati in un centro di accoglienza del Fermano, in attesa di ulteriori disposizioni.



 

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