Esposto in Procura contro i cubi di cemento

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Porto Sant’Elpidio, 20 novembre 2014 – Erano tanti i cubi in cemento collocati nei punti strategici della città come basamenti per altissimi stendardi o bandiere con annessa pubblicità delle imprese che sostenevano con il loro contributo questa o quell’iniziativa. Da oltre un mese non ci sono più: sono stati rimossi dall’oggi al domani, ma non sono stati dimenticati del tutto, visto che sono in corso le indagini relative all’esposto presentato al comando della polizia locale e alla Procura della Repubblica per chiedere di verificare le modalità con cui è stato predisposto il loro utilizzo. Vedere la città perennemente imbandierata era diventato insopportabile per molti cittadini (va anche detto che c’era a chi piaceva) e il problema era stato sollevato già ai primi di ottobre dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, prendendo come base di riferimento il piano generale degli impianti pubblicitari di cui si è dotato il Comune. Proprio leggendo le norme che vi erano contenute, il gruppo di minoranza aveva indicato parecchie anomalie in relazione al modo in cui erano stati dislocati i cubi, senza rispettare le distanze minime dagli impianti semaforici, dalla carreggiata, dagli incroci; blocchi neanche belli da vedere, visto che solitamente sono utilizzati per impianti fognari o raccolta delle acque. Era stata criticata anche la decorazione dei vessilli: la scritta dell’evento promosso doveva risaltare rispetto a quella dell’impresa partner, ma non era sempre così.

Un lungo elenco di osservazioni che lì per lì sembra essere caduto nel vuoto, visto che gli antiestetici cubi in cemento erano rimasti al loro posto. Alcuni giorni dopo è stato presentato un esposto in cui oltre a questi aspetti, ne venivano sollevati altri sui quali era necessario fare chiarezza. Interrogativi che si pongono gli stessi cittadini. Se le bandiere erano collegate alla promozione di determinati eventi, appariva anomalo che restassero lì per mesi e mesi (occupando il suolo pubblico), offrendo ai privati una pubblicità a oltranza. Alcune, dopo un po’, portavano i segni dell’usura del tempo. Le indagini sull’esposto sono in corso, ma intanto i cubi disseminati in città sono scomparsi. Non ci sono più davanti al Comune, né davanti a piazzale Virgilio e alla torre dell’orologio, né nell’area ex Serafini e neppure sulle rotonde che si trovano davanti e nei pressi del casello dell’A-14.

Marisa Colibazzi



 

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