Ex Ardo, la Procura con Porcarelli: la vendita dell’azienda è valida

Porcarelli

– FABRIANO – LA PROCURA si schiera dalla parte del ministero e dell’imprenditore Giovanni Porcarelli dichiarando valida la vendita dell’ex Ardo – oggi Jp – all’industriale cerretese. Per la prima volta la Procura generale della Repubblica scende in campo nella spinosa vicenda e, alle porte del definitivo verdetto della Cassazione, dice pubblicamente la sua ritenendo di fatto legittimo e meritevole di accoglimento il ricorso rispetto alle due sentenze di primo e secondo grado in cui era stata ritenuta nulla la cessione dell’impresa commissariata che conta 700 dipendenti, mai come in questi giorni in ansia per il loro futuro. Il memoriale presentato dalla Procura, dunque, chiede ai giudici della Cassazione prossimi a riunirsi a sezioni unite di ribaltare i due verdetti precedenti e di conseguenza consentire all’impresa fabrianese di proseguire la propria attività. «L’INTERVENTO della Procura non è solo relativo alla sola ammissibilità tecnica del ricorso, ma è entrato anche nel merito», afferma Leone Latini, avvocato di Giovanni Porcarelli, dopo che nell’udienza di qualche giorno fa anche i pubblici ministeri hanno avuto l’opportunità di esprimere una valutazione sia in modo verbale, sia attraverso un memoriale consegnato ai giudici. Un parere ovviamente non vincolante, «ma di sicuro – aggiunge Latini – fa piacere che la Procura si sia espressa in modo così chiaro. Peraltro erano stati di tenore ben diverso i pronunciamenti dei procuratori in casi affini che vedevano coinvolti organismi emanazione di Stato e Ministero, in quella circostanze ritenuti in difetto». Insomma, una presa di posizione ‘super partes’ che in qualche modo fortifica le speranze di un clamoroso ribaltone al terzo e ultimo grado di giudizio, così come richiesto anche da Romano Vaccarella, l’avvocato già di Silvio Berlusconi e di altri clienti illustri ingaggiato dal Ministero per cercare di salvare l’operazione avvenuta a fine 2011. IN OGNI CASO si tratta di una vicenda destinata, qualunque sia il suo esito finale, a fare giurisprudenza in quanto mai prima d’ora in Italia era stata congelata così a lungo una vendita effettuata dai commissari per conto delMinistero. Ora non rimane che attendere probabilmente il mese di dicembre quello in cui la Cassazione dovrebbe sentenziare, peraltro a strettissimo giro di posta con la scadenza del piano quadriennale presentato dall’azienda. Il prossimo 27 dicembre, infatti, scade l’accordo sui quattro anni di cassa integrazione straordinaria per i 700 lavoratori e dunque, anche in caso di verdetto favorevole, ci sarà comunque da trovare soluzioni conservative in quanto in quest’ultimo periodo la stragrande maggioranza dei dipendenti dell’azienda è stata chiamata in fabbrica con il contagocce.

Notizia riferita da Alessandro Di Marco il 22 Ottobre 2015 sulle pagine del Resto del Carlino

Precedente E' morto Paolo Paolucci: le foto e il mare le sue passioni Successivo Vigile del fuoco trovato morto in strada