Ex Ardo, non tutelate le piccole imprese

IL BORGHIGIANO 2013

FABRIANO ( IL MESSAGGERO)

FABRIANO
«Chi è responsabile del disastro della Antonio Merloni». A chiederselo è il presidente della sezione fabrianese della Cna, Mauro Cucco, che torna sull’ordinanza della seconda sezione del Tribunale civile di Ancona con la quale si è revocata, quindi annullata, la vendita del comparto bianco della Antonio Merloni – costituito dagli stabilimenti cittadini di Santa Maria e Maragone e di quello umbro di Gaifana – all’imprenditore cerretese Giovanni Porcarelli.
«In sostanza ci chiediamo se l’Amministrazione straordinaria si sia attenuta scrupolosamente ai dettami della legge Marzano valutando anche l’impatto economico e sociale che avrebbe avuto sul comprensorio di Fabriano. Si è scelto di effettuare lo smembramento e la vendita piuttosto che tentare la riqualificazione industriale dell’intero gruppo». Secondo Cucco, «gli atti compiuti, in tutto o in parte, contraddicono lo spirito della legge Marzano e questi hanno avuto il difetto di non tutelare sufficientemente gli interessi dei fornitori-creditori, nella maggior parte piccole aziende, su cui grava ed è gravato, l’intero onere del fallimento della Antonio Merloni Spa, oltre 500 milioni di euro, impedendo a queste aziende un qualsiasi possibile rilancio economico e produttivo». Si è sempre parlato degli interessi delle banche e dei lavoratori, «ma mai s’è tenuto conto di quelle piccole imprese e delle loro maestranze che hanno sopportato, incolpevoli, l’onere maggiore di tutta questa vicenda vedendosi trasformare i crediti in debiti e oltretutto, per di più, hanno dovuto sopportare l’onta di vedersi revocati i legittimi pagamenti che gli erano stati fatti». La Cna di Fabriano «chiede giustizia e pari dignità per le aziende fornitrici della ex Antonio Merloni» auspicando anche l’intervento della magistratura, «qualora se ne ravveda l’opportunità, per dirimere le responsabilità e valutare gli atti compiuti di tutta questa nebulosa vicenda che ha avuto effetti devastanti sull’intero tessuto economico e sociale fabrianese».

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