Ex comunisti pesaresi, spauracchio o autobus per Ancona?

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 17 febbraio 2015 – Ma cosa avranno fatto di male questi ex-comunisti pesaresi per essere visti dalle parti di Ancona come le avanguardie dell’Isis. «Ma Ceriscioli penserà solo per Pesaro?», è stato il primo, sincero, commento arrivato da qualche personaggio del capoluogo dorico.

Abituato agli ultimi 20 anni, in cui il Pds-Ds-Pd pesarese faceva da portatore d’acqua degli equilibri anconetani. Evidentemente si ha sempre paura di cambiare, soprattutto dopo un decennio caratterizzato dal dominio post-democristiano, ben interpretato dal governatore Gian Mario Spacca.

In realtà, come è successo a livello nazionale, ai marchigiani piace più la continuità centrista. Ed è su questo che Spacca e Solazzi hanno costruito la loro strategia politica che li porterà a creare Alleanza Popolare, con i vessilli dell’Udc e del Nuovo Centro Destra, fino ad arrivare, crediamo, all’accordo politico con quello che resta di Forza Italia e Lega Nord.

Non tanto a vederla da fuori, ma ancor molto a livello elettorale. Agli ex-comunisti pesaresi, che con gli ex-democristiani forlaniani hanno convissuto questi anni tra alti e bassi, resterà la sensazione di essere stati usati come un autobus da cui si sale e si scende secondo le proprie necessità.

Un autobus un po’ scassato per mancanza di manutenzione interna, forse pieno di troppi personaggi interessati al proprio destino più che al territorio, ma comunque un autobus che è stato condotto da Gian Mario Spacca ed i suoi sostenitori fino a ieri. Con risultati positivi per certi versi, ma anche con il freno tirato sui fondi da destinare al nord della Regione.

Eppure, con in capo il condottiero Palmiro Ucchielli, gli ex-comunisti del nord avevano addirittura inventato un nome per la loro creatura post-compromesso storico: il laboratorio Marche, che vedeva l’Udc alleata del Pd. Offerto a Roma come ipotesi futuristica e poi reinterpretato a modo suo dallo sgamato Matteo Renzi nell’accordo con l’Ncd.

Ebbene, ora le funambolie della politica propongono una sorta di legge del contrappasso, con gli ex-Dc che tornano Popolari, si mettono insieme nel grando centro e si preparano ad usare il forno di destra dopo quello di sinistra. Utilizzando anche lo spauracchio “pesarese” e le divisioni nel fronte del vento del nord, che, come nei suoi gloriosi predecessori, rischia di arenarsi nelle paludi della politique politicienne e sullo spauracchio interpretato non tanto dal moderato Luca Ceriscioli, quanto dal “simil renziano” Matteo Ricci, che salta da una tivù all’altra con l’idea di rottamare un po’ di compagni di viaggio, mentre i suoi ex-alleati (Pietro Marcolini compreso) ironizzano sul presunto default della Provincia da lui guidata, cercando di far dimenticare la bruttissima figura delle spese pazze, da cui nessuno è politicamente esente: destra, sinistra e grande centro.



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