Ex dipendente hacker contro una ditta di scarpe

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Fermo, 10 novembre 2014 – Un ex dipendente di una nota azienda calzaturiera del Fermano non aveva fatto i conti con gli uomini della polizia postale di Ancona: stuzzicati dalle segnalazioni delle vittime della truffa che stava compiendo, gli investigatori hanno scandagliato i sistemi informatici in possesso dell’abile pirata informatico e lo hanno incastrato dopo alcune settimane di approfondimenti tecnici, indagando questo 50enne residente nel Fermano con l’accusa di accesso abusivo ai sistemi informatici. Il pirata informatico non faceva altro che dirottare gli ordini della sua vecchia azienda, la stessa dalla quale si era licenziato evidentemente dopo molte incomprensioni. Per far questo si era infiltrato nella lista clienti della sua ex ditta. Conosceva il sistema informatico, sapeva come gestire gli ordini, i contatti. Aveva quindi iniziato a prendere accordi con i clienti, che ovviamente non potevano sospettare alcunché.

I giorni passavano e l’hacker riusciva a piazzare colpo su colpo. Fino a quando uno dei clienti ha iniziato a insospettirsi. Appena gli è stata consegnata la fornitura, ha capito che le scarpe che aveva richiesto non provenivano da quell’azienda da cui le aveva ordinate e con cui aveva preso accordi, bensì da un’azienda concorrente. A quel punto il cliente ha chiamato il laboratorio da cui avrebbe voluto le calzature. I titolari sono caduti dalle nuvole. A loro non era arrivatto alcun ordine. Il passo verso la denuncia alla polizia è stato breve.

Gli investigatori hanno capito che si trattava con ogni probabilità di un hackeraggio informatico e hanno girato la palla al compartimento della polizia postale di Ancona, diretto dalla dottoressa Cinzia Grucci. Gli investigatori, coordinati dalla Procura distrettuale di Ancona, hanno esaminato tutti i file di log relativi al sistema informatico dell’azienda, comparando i dati forniti da Google e Wind Infostrada. L’analisi, resa particolarmente complicata dall’elevatissimo flusso di dati, ha convinto i poliziotti che gli attacchi informatici partissero da una piattaforma Mac con sistema operativo Osx 10.8.5 e da un unico indirizzo Ip, risultato poi associato al numero telefonico di un cinquantenne residente nel Fermano. A seguito dell’indagine particolarmente laboriosa, gli agenti hanno effettuato una perquisizione a carico dell’indagato: sono emersi altri elementi che lo incastrerebbero. Se la polizia postale non lo avesse fermato, la sua ex azienda avrebbe ricevuto un danno per milioni di euro, considerando che il sistema calzaturiero è la spina dorsale dell’economia marchigiana e che questo guarda con grande interesse soprattutto ai compratori esteri, specialmente i russi.



 

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