Ex Inam, i residenti: "Di notte un via vai sospetto"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Macerata, 7 novembre 2015 – Anni fa era il cuore pulsante della sanità, a due passi dal centro storico: qui, all’ex Inam di via Dante, si andavano a fare le visite mediche alla Asl. Oggi invece l’edificio, di fronte alla Coop e a pochi metri da viale don Bosco, completamente abbandonato a piccioni e gatti, è in attesa di conoscere il suo destino. Nel frattempo, però, una delle porte resta socchiusa, per parecchi giorni. Offrendo l’occasione, a chi vuole, di intrufolarsi dentro.

«Vi sembra normale che la vecchia sede Asur di via Dante abbandonata sia con la porta aperta, bloccata da una scopa e accessibile a tutti, uomini e animali?» La segnalazione arriva su Facebook da Lory Nuci, e i commenti non tardano a manifestarsi. C’è chi sostiene che l’edificio stia «diventando un nuovo Hotel House» e chi risponde che «è già un albergo, ve lo posso assicurare». La «porta aperta» in questione è quella di via Foscolo, traversa di via Dante. Che, in effetti, andando a verificare in seguito alle segnalazioni, abbiamo trovato esattamente così, «bloccata da una scopa e accessibile a chiunque». «Il degrado regna sovrano, stiamo andando verso un lento e progressivo sfacelo», aggiunge Nuci. «Sono anni – spiega un’altra residente – che c’è una situazione pietosa, durante l’estate è un continuo aprire e chiudersi le finestre. Tempo fa, invece, al quarto piano, sul lato in fondo ci sono finestre basculanti e si sentivano sbattere.

E se cadono? Avevo anche chiamato la polizia. Temiamo per la nostra sicurezza nel passeggiare. Anche perché ci sono pezzi di cornicione che cadono giù. Ma non basta chiudere le porte. Tanto entrano lo stesso. Una vicina mi racconta spesso di vedere luci all’interno. Io ho paura, quando sono a casa da sola». «Ho una buona visuale dal mio terrazzo – spiega Letizia Cimini, residente –, qualche sera fa ho notato dei ragazzi sopra il tetto dell’ex Inam, si vedevano anche lattine a cartacce. Qui è un andirivieni, e la porta ora è rimasta aperta. Non fa certo piacere tornare a casa la sera, non sapendo chi può essere entrato lì dentro». «Noi spesso vediamo che le finestre sono aperte e lo segnaliamo al proprietario – dice un residente di via Manzoni –, si sentono schiamazzi. Comunque qui, fino a qualche tempo fa, era un covo di tossici, non era raro trovare siringhe».

«Io ci sono andato ieri – sottolinea Domenico Intermesoli, il proprietario della struttura – e la porta era chiusa. Sono anche andato a verificare all’interno dell’edificio, ma non ho trovato traccia del passaggio di persone. I cancelli, poi, quelli di fronte al genio civile, da dove una volta si intrufolavano dentro l’edificio, sono chiusi con lucchetto e catena, e con tanto di carta adesiva sigillante. Non parliamo di degrado, se non ce n’è motivo. Poi, se dei poveri senzatetto lo usano per dormire, sinceramente non avrei neanche il coraggio di cacciarli via». «Il palazzo deve essere demolito. Lì sorgerà un edificio ex novo, adibito a uffici e residenze. Stiamo aspettando solo il via libera dal Comune». Domenico Intermesoli, proprietario della struttura, parla così del futuro: «Se tutto va bene – continua – a primavera dovremmo iniziare la demolizione. Il fatto è che la struttura, così com’è, non è più attuale né fruibile, per ciò voglio costruirne uno del tutto nuovo. Una parte sarà destinata a uffici e un’altra sarà residenziale, a disposizione di chi voglia affittare. Dovremmo avere notizie, speriamo presto, dal Comune, in ogni caso il progetto di demolizione esiste già». Intermesoli spiega anche la questione del parcheggio sotterraneo sotto la Coop (in via Dante). «Quello – dice – è un parcheggio di 4.000 metri quadri, che ho costruito apposta come servizio per il palazzo di via Dante, adeguandolo agli standard urbanistici. Era prevista la realizzazione, poi, di un sottopasso, un tunnel che collegasse il parcheggio al nuovo palazzo. Ma in seguito si è verificato che l’opera avrebbe comportato la chiusura di via Dante per circa sei mesi. Troppo, dal momento che la strada serve per andare all’Inps, al tribunale e alla stessa Coop, per cui avrebbe comportato troppi disagi. Non appena avremo l’ok dal Comune, procederemo con la demolizione e provvederemo anche al parcheggio, che comunque si potrà usare, andando poi a piedi in superficie, usando le strisce pedonali».

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