Fa tombola col numero della nonna: “Ora potrò volare in Argetina da lei”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Jesi (Ancona), 26 ottobre 2104 – E’ ancora raggiante, guarda il selfie scattato davanti al teatro Pegolesi di Jesi con in mano l’assegno da 3mila euro che le consentirà di riabbracciare amici e parenti nella sua Argentina. Virginia Tittarelli, 22 anni jesina, studentessa di scienze dell’educazione, si è accaparrata il primo premio della tombola di San Settimio il 22 settembre scorso. E’ stato l’89 il numero vincente, quello che lo lega al suo paese d’origine, la sua nonna Ida, scomparsa proprio a 89 anni.

Virginia ha puntato sui numeri vincenti: 23,27,56,65 e 89 per accaparrarsi i 3mila euro in palio. Numeri legati alla sua famiglia d’origine ma anche a quella in Italia, numeri che le hanno regalato un sogno: «Stavo lavorando come cameriera per racimolare soldi e raggiungere il mio Paese dove ho i nonni che non vedo da tantissimo. Ora non ho più pensieri posso volare da loro», ha spiegato dal balcone del teatro in piazza della Repubblica.

 

Virginia, fino a quando ha vissuto in Argentina?

«Fino all’età di 8 anni, ma non ci torno dal 2007. I miei bisnonni sono emigrati in provincia di Santa Fe esattamente Armstrong, in cerca di fortuna, i miei genitori sono nati là e ora si sono costruiti una vita qui, inventandosi un mestiere. Mio padre ha acquistato un pulmino da 9 posti e trasporta le persone, mia madre ha un bar. Là ho i miei nonni e tutti i miei amici a cui sono molto legata».

Per questo stava racimolando soldi…

«Sì, stavo lavorando come cameriera per mettere un gruzzolo da parte e raggiungere il mio Paese. Ora non ho più pensieri, posso volare da loro. Ma prima vorrei finire gli esami per laurearmi in scienze dell’educazione. Partirò a gennaio».

La prima cosa che farà una volta arrivata in Argentina?

«Appena atterrerò andrò al cimitero da mia nonna Ida, credo che ci trascorrerò l’intera giornata con un fiore in mano davanti a lei. Non ho mai pensato di fare altro. E’ stato brutto non poter essere con lei quando stava morendo. Mi è dispiaciuto tantissimo non esserci stata il giorno del suo funerale per salutarla. E quello che più mi ha tormentato e mi tormenta è il fatto che ancora non sono riuscita ad andarla a trovare».

E cosa le dirà?

«Tutto. Che l’ho pensata sempre in questi quattro anni. Che le parlavo sempre, anche se lei non era lì con me. Non sto nella pelle».

Anche grazie a lei ha vinto…

«Sì, uno dei numeri della tombola era l’89, l’età in cui lei è scomparsa. Purtroppo non sono potuta starle vicino negli ultimi suoi giorni e non ho mai visto la sua tomba».

Il ricordo più bello che ha nel suo Paese?

«Abitare nella nostra casa con mia zia nella casa affianco e mia nonna nella casa di fronte. Avere tutti lì vicino a me. Mi manca tanto».

Il più brutto?

«Non essere potuta stare vicino a mia nonna quando stava morendo. Ma ora potrò finalmente portare un fiore sulla sua tomba. Sono emozionata anche perché devo conoscere ancora tutti i figli dei miei cugini: ne sono già nati cinque e uno è in arrivo. Li ho solo visti in foto».

E’ un’abitudine per lei tentare la sorte?

«Quando non lavoravo ci giocavo sempre. Stavolta sono corsa a comprare i biglietti dettando i numeri che mi legano a mia nonna, all’Argentina e ai miei affetti più cari».

E poi in piazza, man mano che i numeri uscivano?

«Mia mamma Norma si trovava in Spagna due settimane. E quando avevo già beccato tre numeri le ho mandato un sms. Poi al quarto le ho detto: ‘Mamma, mi manca un numero’. ‘Dai che ce la fai’ la risposta. Poi è uscito il quinto e quando tutti in piazza hanno visto che ero io l’hanno cominciata a riempire di sms e telefonate».



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