Fabriano – Area sportiva pedonale, no dell’Udc

Via-Dante-Fabriano

L’ALLEANZA di governo da due anni e mezzo sempre in sintonia e pronta a fare blocco granitico, per la prima volta comincia a scricchiolare. E’ la semi-pedonalizzazione della cittadella dello sport introdotta nei mesi scorsi a divenire un caso politico attraverso il duro comunicato del direttivo locale dell’Udc, riunitosi lunedì sera sotto il coordinamento del segretario cittadino Sandra Girolametti. «L’Udc non ci sta», si legge nel titolo della nota. «Più di duemila firme aggiunge il comunicato sono state raccolte dai cittadini per la riapertura al traffico dello svincolo di via Dante e il malcontento della cittadinanza supera di gran lunga l’approvazione. Noi, quindi non ci stiamo a supportare questa decisione peraltro mai condivisa e sollecitiamo la riapertura del passo». Parole chiare e dirette che generano la reazione altrettanto decisa del sindaco Giancarlo Sagramola. Appena informato dal Carlino dello strappo’ dell’Udc, sùbito ha contattato telefonicamente il segretario del partito Girolametti ribadendo come la sua posizione è assai diversa. «Tutte le forze del nostro cartello elettorale, compresa l’Udc sostiene Sagramola hanno firmato prima delle elezioni del maggio 2012 il programma in cui era inserita la pedonalizzazione della zona degli impianti sportivi. Non è stata, insomma, un’idea estemporanea del sindaco o della Giunta, ma soltanto l’applicazione, peraltro in via sperimentale, di un provvedimento in linea con quanto riferito agli elettori. Dietrofront possibile? Il collaudo sta per finire e a breve prenderemo una decisione definitiva: nulla è escluso, compreso qualche aggiustamento in corsa». Di certo c’è che la questione politica si pone eccome, in quanto per la prima volta ha deciso di alzare la voce pubblicamente un partito come l’Udc, decisivo nella coalizione di governo cittadino con i suoi 4 consiglieri comunali sui 15 complessivi contro i 9 della minoranza. Insomma, i numeri dicono che la presenza dell’Udc è determinante in un contesto in cui finora l’unico altro momento di divisione era stato quello legato all’istituzione del registro delle unioni civili di un anno fa. Allora il documento preliminare passò con il sì del Pd e il no dell’Udc, ma in quel contesto anche il sindaco Sagramola scelse di votare lui pure in modo contrario al registro. Allora, però, il segnale fu piuttosto debole mentre in questa circostanza la presa di posizione del partito dello scudo crociato rischia di lasciare qualche traccia concreta almeno fino a quando non avverrà la scelta definitiva sulla viabilità in quell’area.

FONTE IL RESTO DEL CARLINO -Alessandro Di Marco-

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