FABRIANO – Baby vandale, l’avvocato: «Le ragazze sono pentite»

Vandali-via-Cialdini 2014

Le 19enni riprese con lo spray: «Puliranno tutto»

FABRIANO MEA CULPA e redenzione in arrivo per le due studentesse fabrianesi entrambe 19enni denunciate in quanto, tramite le immagini di alcune telecamere, ritenute responsabili degli imbrattamenti avvenuti nella notte tra il 16 e 17 ottobre in serrande e vetrine di diversi locali di via Cialdini, quasi tutti ad uso commerciale. LE DUE, insieme ai rispettivi genitori, stanno decidendo la linea difensiva insieme all’avvocato Sandra Girolametti e tutto lascia credere che sono sul punto non solo di ammettere le proprie responsabilità, ma anche a provvedere a proprie spese alla sistemazione dei locali danneggiati. «Ho parlato con le ragazze e i loro familiari sostiene il legale . Ora dobbiamo acquisire il materiale e capire con chiarezza se, quanti e quali degli imbrattamenti sono riconducibili alle due giovani. In ogni caso già prima che l’iter giudiziario arrivi alla fase decisiva e quindi dell’eventuale pronunciamento del giudice, le due studentesse e i loro genitori si sono detti intenzionati a riparare i danni che saranno accertati. Da questo punto di vista c’è ampia disponibilità». Insomma, a breve potrebbero essere contattati i quattro i negozianti della zona di via Cialdini, ciascuno dei quali nelle scorse settimane ha presentato una denuncia-querela contro ignoti, in quanto la parte esterna dei loro locali aveva riportato evidenti lesioni a causa di quel blitz sul quale ha indagato la polizia municipale arrivando ad una svolta investigativa proprio attraverso la consultazione delle videocamere installate all’esterno di uno dei negozi colpiti del raid notturno. OGNUNO dei commercianti rivoltisi alle forze dell’ordine è pronto a chiedere il conto dei lavori necessari per la sistemazione delle parti danneggiate che in alcuni casi richiedono svariate centinaia di euro, se non addirittura migliaia. Possibile, quindi, che anche piuttosto rapidamente le due studentesse provvedano, assieme ai rispettivi genitori, ad accollarsi l’onere del pagamento delle ditte che si incaricheranno dei lavori, in quanto il loro legale punta chiaramente sulla cosiddetta condotta riparatoria. In pratica una serie di azioni di recupero, come appunto quella del ripristino a proprio carico di determinati lavori che possa se non estinguere del tutto il presunto reato, quanto meno lenire l’accusa di carattere penale nei propri confronti in sede di un eventuale processo.

 FONTE: IL RESTO DEL CARLINO Alessandro Di Marco

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