Fabriano – Bollette elettriche non pagate, i medici al buio e al freddo

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LA PROTESTA IL DISAGIO INTERESSA DIVERSI STUDI NELLE FRAZIONI, Utenti imbufaliti: «Ma come si può andare avanti così?»

FABRIANO – AL BUIO e al freddo gli studi medici delle frazioni perché il Comune non ha rinnovato i contratti in scadenza per la fornitura dell’energia elettrica. Utenti in rivolta quelli che in questi giorni stanno alzando la voce come non mai in quanto negli ambulatori di periferia ormai si opera in condizioni al limite. IN ALCUNI CASI, infatti, l’energia elettrica è fondamentale anche per attivare le piccole stufe per il riscaldamento che invece ora sono impossibilitate ad entrare in funzione. «Fa freddo e la corrente è staccata: come si può andare avanti così?», si lamenta un anziano che ieri mattina si trovava ad Attiggio in uno degli studi medici dove i disagi sono evidenti al pari di altre realtà dell’hinterland in cui i dottori sono costretti a visitare i pazienti solo di mattina, stante il buio incombente già alla cinque del pomeriggio. «Segnalazioni simili ci sono arrivate dalla vicina San Michele», afferma il capogruppo consiliare del ‘5 stelle’ Joselito Arcioni subito andato in pressing nei confronti dell’amministrazione comunale. E proprio in Comune è evidente un certo imbarazzo per le continue lamentele in arrivo. «Stiamo effettuando tutte le verifiche del caso per ogni singola situazione – afferma il vice sindaco e assessore alle finanze Angelo Tini –. Dovrebbero essere una decina tra ambulatori medici e locali a disposizione dei residenti delle frazioni quelli in cui è stata temporaneamente sospesa l’energia elettrica. In queste ore stiamo cercando di studiare la vicino la questione. Posso solo dire che non è nostra intenzione abbandonare gli abitanti dei paesi limitrofi all’area urbana». Possibile, dunque, che a breve si provveda alla riattivazione dell’energia una volta fatta chiarezza sulla vicenda alla cui base potrebbe esserci anche una sorta di equivoco di fondo. Secondo le prime ricostruzioni, infatti, gli operatori municipali avrebbero provveduto al distacco di diverse decine di utenze ormai inutilizzate da tempo, in quanto installate nei villaggi dove erano stati allestiti i prefabbricati durante il periodo della ricostruzione del terremoto del 1997. Una serie di disattivazioni incentrate proprio su aree di mancato utilizzo che poi però si sarebbe estesa ad altri locali invece tuttora operativi, appunto tra quelli adibiti ad ambulatori per i dottori e le strutture a disposizione di attività a scopo aggregativo per i paesani. Notizia riferita da Alessandro Di Marco IL RESTO DEL CARLINO

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