Fabriano – Cani «speciali» per allontanare i cinghiali

foto1

– FABRIANO – IL SINDACO Giancarlo Sagramola scende in campo sull’emergenza cinghiali in città con una seconda ordinanza. Dopo il provvedimento dei mesi scorsi finalizzato a multare chi dia cibo agli ungulati, ecco una seconda disposizione stavolta incentrata sul via libera alla novità assoluta dei blitz dei cani addestrati per cercare di spaventare i cinghiali e farli allontanare dall’area urbana. «Credo e spero – afferma Sagramola dopo la pubblicazione dell’ordinanza stilata assieme al locale comando di polizia municipale – che le prime azioni di questo tipo di concerto con le forze dell’ordine possano essere effettuate tra novembre e gennaio. Un periodo non certo casuale perché è proprio in questi tre mesi che è aperta la caccia al cinghiale». In pratica l’obiettivo è di mettere paura agli animali selvatici (che molto spesso viaggiano in branco) e farli così spostare nelle aree limitrofe, soprattutto di collina, dove tra la fine dell’anno e l’inizio del nuovo è possibile cacciare ed in questo modo favorire un abbattimento più ampio del solito. «L’iniziativa in arrivo – aggiunge Sagramola – potrebbe essere un primo passo per risolvere il problema anche se siamo tutti convinti che serve anche dell’altro. E’ per questo motivo che agli ultimi incontri dell’Anci, l’associazione dei Comuni, ho chiesto con forza di fare pressing sulle istituzioni a carattere nazionale per cambiare l’attuale legge e rendere più semplice sia cacciare il cinghiale per un periodo temporalmente più lungo, sia in casi di reale emergenza intervenire anche in zone maggiormente urbanizzate per tutelare la sicurezza delle persone». Insomma, l’idea è di fare concretamente qualcosa, anche perché ormai il fenomeno rischia di andare fuori controllo dopo i continui avvistamenti in diverse aree della città. E poi c’è la questione sollevata sulle colonne del Carlino dal neonato comitato degli agricoltori del territorio che hanno evidenziato come i danni procurati dai cinghiali nel Fabrianese ammontino ad oltre 100 mila euro divisi tra una ventina di coltivatori locali nei soli primi nove mesi dell’anno a causa dei continui blitz degli stessi ungulati. Notizia riferita da Alessandro Di Marco (IL RESTO DEL CARLINO)

Precedente Marotta, non ce l’ha fatta il giovane caduto dal balcone Successivo Bancarotta Rotoltec: indagato Angelini