Fabriano – Cinghiali a spasso in città, multe salate a chi li sfama

cinghiale a passeggio

FABRIANO «A chiunque, in tutto il territorio comunale, vi è il divieto assoluto di alimentare i cinghiali». Multe da 25 a 500 euro. Questo il senso dell’ ordinanza emessa dal sindaco di Fabriano, Giancarlo Sagramola, a seguito dei numerosi avvistamenti di cinghiali a spasso per la città in questi ultimi mesi. Con sempre maggior frequenza viene segnalata, da parte di residenti o proprietari la presenza, sia in orari diurni che serali e notturni, di numerosi esemplari di cinghiale (sus scrofa) sia adulti che cuccioli all’interno dell’area urbana della città di Fabriano e, in particolare, nella zona compresa tra la via Aldo Moro, via Merloni, via Grandi, via del Molino, lungo l’alveo del fiume Giano nel tratto compreso tra l’Ospedale ed il depuratore comunale ed anche nel tratto di fiume adiacente la Cartiera con le vie XIII Luglio, via Bovio, via Cortina San Venanzo e via Mastro Marino. «In questo territorio sono presenti varie abitazioni, il cimitero cosiddetto delle Cortine, il parcheggio riservato ai dipendenti Indesit, l’area adibita alla sgambatura dei cani, la pista ciclabile oltre che insediamenti produttivi e nel tratto adiacente la Cartiera numerose abitazioni, con una costante presenza di persone che vi transitano per usufruire delle proprie attività anche sportive e ricreative tanto a piedi quanto con altri mezzi di trasporto», si legge ancora nell’ordinanza. Il sospetto è che ci sia qualcuno che dia da mangiare ai cinghiali. «Si è constatato che la somministrazione di cibo ha determinato un’anomala concentrazione di tali animali selvatici, i quali, nel loro vagabondare, accedono talvolta in zone abitate, con possibili danni e pericoli per i cittadini e per la sicurezza delle vicine strade. Il tutto ha modificato il comportamento naturale degli animali, determinando la perdita della diffidenza verso il genere umano, fatto questo che può tradursi in un aumento del rischio di trasmissione all’uomo e alle specie di animali domestici di eventuali patologie, ed inoltre può fungere da richiamo per gli altri animali presenti nelle zone adiacenti, rischiando di comportare l’insediamento stabile della popolazione di cinghiali così alimentata». FONTE IL MESSAGGERO -Claudio Curti-

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