Fabriano – Cinghiali in città, pressing della politica: «Cambiare la legge»

cinghiali

– FABRIANO – LA POLITICA fabrianese in pressing sulla Regione per il caso dei cinghiali avvistati con grande continuità nell’area urbana ed arrivati in branco qualche sera fa praticamente sotto la casa del sindaco Giancarlo Sagramola. Giovedì ad Ancona si è tenuto il vertice tra l’assessore comunale alla sicurezza Mario Paglialunga e l’assessore regionale alla caccia Moreno Pieroni in cui a lungo si è dibattuto proprio del problema relativo alla consistente presenza degli ungulati nel territorio fabrianese ed ormai non più solo nelle aree periferiche. «Ho fatto presente – afferma Paglialunga – quanto urgente sia iniziare ad intervenire. Pieroni mi ha risposto che la Regione non solo è disponibile a trovare soluzioni insieme a Fabriano e gli altri Comuni dove esiste questo problema, ma anche che si stanno predisponendo provvedimenti nuovi ed efficaci. Un tavolo di lavoro verrà attivato a breve proprio dalla Regione con associazioni di cacciatori, Comunità montane, Province e Comuni per arrivare ad un abbattimento più ampio». Tra questi potrebbe esserci anche quello caldeggiato dal sindaco Sagramola che recentemente dopo una riunione con le forze dell’ordine cittadine, ha inviato una lettera alla polizia provinciale per annunciare l’intenzione di utilizzare cani addestrati per spaventare i cinghiali e cercare di allontanarli in modo definitivo da alcune zone della città ritenute a rischio, tra cui quelle di via Bovio e del cimitero dello Cortine tra le più frequentate dagli animali selvatici. Intanto si avvicina lo start della nuova stagione venatoria per la caccia al cinghiale e in questo senso arriva dal consigliere comunale di ‘Città progetto’ Danilo Silvi la richiesta di ampliare il periodo consentito alle battute. «QUESTO TIPO di caccia – sostiene Silvi – è aperta per tre mesi l’anno, troppo poco perché gli animali scendono dai monti e si rifugiano nel Parco Frasassi-Gola della Rossa dove la selezione è chiusa. Il cinghiale, infatti, è un animale molto intelligente e si sposta in base ai luoghi in cui può vivere più tranquillamente. Basterebbe poter aprire contemporaneamente la caccia di selezione all’interno del Parco e la caccia libera fuori nello stesso periodo e la situazione migliorerebbe subito. In questo senso dovremmo adottare lo stesso provvedimento della Provincia di Macerata, appunto con caccia libera e di selezione aperte contemporaneamente». Notizia riferita da Alessandro Di Marco sulla pagine di Fabriano del Resto del Carlino

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