Fabriano – Cinghiali, individuate altre due zone dove intervenire

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Fabriano – Dopo la prima battuta di caccia sono state individuate altre due zone dove intervenire. –  LA CACCIA urbana al cinghiale è pronta al bis, anzi forse perfino al tris entro la fine del 2015. Dopo i 14 esemplari abbattuti domenica mattina nella retata in via Bovio proprio nel giorno dell’apertura della stagione venatoria per gli ungulati, il sindaco Giancarlo Sagramola continua a premere sull’acceleratore. «Stiamo studiando la possibilità di far entrare in azione i cacciatori in un altro paio di aree. Prima, ovviamente, dobbiamo monitorare con attenzione la presenza e il percorso dei cinghiali, poi, eventualmente si provvederà alla battuta. Ovviamente sempre nel rispetto dei limiti di legge, ovvero con i colpi di fucile consentiti solo oltre i 150 metri di distanza dalle abitazioni». Tra le zone che potrebbero essere ispezionate c’è anche quella prossima alla stazione ferroviaria, in quanto nei giorni scorsi a più riprese sono stati avvistati branchi di cinghiale nel prato del piazzale dove si trova la sede centrale cittadina di Whirlpool-Indesit. Insomma, il sindaco che ha dichiarato guerra ai cinghiali tira dritto, per quanto conscio di essersi preso un rischio non di poco conto nello sdoganare, attraverso un’apposita ordinanza, le battute di caccia in zone ad altra densità abitativa. Sui social network, forse per la prima volta, sono ampiamente superiori i commenti positivi all’atto di forza del primo cittadino rispetto a chi, invece, fa notare come è troppo rischioso per l’incolumità delle persone continuare in questi blitz in zone abitate. «Sembravano i ‘botti’ di fine anno, invece erano i colpi di fucile», affermano alcuni residenti di via Bovio, da una parte sorpresi dal raid dei cacciatori, ma dall’altra decisamente sollevati perché dopo i 14 abbattimenti scende il timore di imbattersi praticamente ogni giorno con i cinghiali. «Al far west in città di oggi si è arrivati per colpa di quanto non si è fatto ieri», commenta il consigliere comunale di minoranza ed ex candidato sindaco Urbano Urbani. «Più che su questa decisione presa da Sagramola in qualità di sindaco in un periodo di piena emergenza cinghiali, c’è da soffermarsi sui mancati interventi dello stesso Sagramola quando fino a tre anni fa era vice presidente della Provincia. Insieme agli altri amministratori ha sottovalutato il problema che invece andava affrontato ed estorto alla radice. Forse allora si dovevano prendere decisioni impopolari che non sarebbero piaciute ad alcune associazioni. Non lo si è fatto ed oggi ne paghiamo le conseguenze». Notizia riferita da Alessandro Di Marco IL RESTO DEL CARLINO

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