Fabriano – Dopo l’allarme dall’Oms, in Consiglio Comunale salame per tutti: «Non fa male e ne andiamo fieri»

Salame in consiglio comunale

FABRIANO – TUTTI A TAVOLA in consiglio comunale per rispondere nel modo più scenografico e originale all’allarme tumori lanciato dall’Oms e schierarsi in difesa del salame di Fabriano. Quasi una scena da ‘Amici miei’ quella che ha visto protagonisti ieri sera i consiglieri di maggioranza e opposizione che per una volta hanno trovato il pieno accordo. Prima l’atto simbolico dell’assaggio in sala dove sindaco, assessori e consiglieri hanno mangiato ciascuno una fetta di salame, poi il trasferimento nella sala attigua per un appetitoso break, giusto all’ora di cena, a base della pregiata tipicità locale. «E’ IL NOSTRO modo di rispondere agli allarmismi su carne rossa e i salumi», fanno sapere in coro il sindaco Giancarlo Sagramola e i politici bipartisan. E così ci si è ritrovati davanti ad una tavola imbandita dove il gran protagonista è stato proprio il salame fabrianese accompagnato da pane e pizzette. Un picnic in sede istituzionale con tanto di foto da veicolare il più possibile «perché i fabrianesi, e non solo loro, devono sapere che il salame di casa nostra è buono e non fa male». Un messaggio, come evidenzia Piero Guidarelli, anche per «schierarsi dalla parte della professionalità dei nostri produttori e salvaguardare il loro lavoro». Tra un boccone e l’altro c’è anche chi ha ricordato come tanti volti noti della politica nazionale – compreso l’ex premier Silvio Berlusconi indottrinato sul tema dal consigliere comunale di FI Silvano D’Innocenzo – e dello spettacolo siano consumatori pressoché abituali del salame fabrianese, peraltro arrivato anche sulle tavole di svariati estimatori esteri, in particolare inglesi e russi. Spuntino a parte, in consiglio, durante le comunicazioni iniziali, ha invece tenuto banco la questione legata alla decisione di Trenitalia di chiudere l’officina della stazione dove, dal lontano 1865, si è provveduto alle sistemazioni e manutenzioni dei convogli, in particolari quelli ad alimentazione diesel. Forte il rammarico della politica cittadina esternato in particolare dai rappresentanti del ‘5 stelle’, come pure quello dei sindacati per l’addio alla storica struttura.«Le abbiamo provate tutte – si legge in una nota della Filt-Cgil Marche – ma non c’è stato numma da fare per salvare l’officina Peraltro le Ferrovie continuano a rimanere sorde anche ai nostri appelli di ricollocazione di una parte di personale su Fabriano. Certo, sarebbe una risposta molto parziale e insufficiente, ma almeno limiterebbe il disagio di alcuni lavoratori». In caso contrario si prospetta il trasferimento nelle sedi di Ancona e Foligno per tutti i venti dipendenti. Notizia riferita da Alessandro Di Marco IL RESTO DEL CARLINO

I commenti sono chiusi.