Fabriano – Elica, volano gli utili e il fatturato «In Italia una crescita del 10%»

casoli

«DOPO ANNI di semina stiamo ottenendo frutti, e sono momenti di grande soddisfazione», dice Francesco Casoli, il re delle cappe aspiranti. La sua Elica spa ha chiuso il bilancio del 2015 con una crescita superiore al 7 per cento e con un fatturato che sfiora i 450 milioni di euro. Il risultato netto della multinazionale di Fabriano è cresciuto del 141%: i ricavi si attestano a 3,7 milioni di euro. Questa società che è quotata in Borsa nel segmento Star, ha circa 3.500 dipendenti sparsi un po’ in tutto il mondo. Elica ha stabilimenti produttivi in Polonia, Germania, India, Cina ed anche in Messico. E proprio nello stabilimento del Centro America, Francesco Casoli ha deciso di cambiare marcia: «Abbiamo deciso di investire dieci milioni di euro per ampliare lo stabilimento, ma anche per riorganizzare tutto il processo produttivo, anche a livello di macchinari».

Quando partirà la nuova Elica messicana? «Contiamo di essere operativi a partire da settembre e cioè fra otto mesi. Veloci? Certo, noi siamo velocissimi».

Perché questa scelta? «Perché negli Stati Uniti, forse in maniera ancora maggiore rispetto all’Italia, tutto ciò che riguarda la cucina, il cucinare e quindi il cooking show e le trasmissione come Masterchef, hanno avuto un grandissimo impatto e sono seguitissime. Tutto questo ha portato di nuovo la cucina ad essere centrale, all’interno delle case e delle famiglie. Se si aggiunge poi il fatto che il Made in Italy va molto forte, si capisce le ragioni che ci hanno portato ad investire sullo stabilimento messicano».

Dal mondo all’Italia: come va nel Bel Paese? «Direi che contrariamente a quello che si possa immaginare, in Italia abbiamo avuto una crescita a due cifre, superiore al 10%. Questo per due ordini di ragioni: da un parte c’è stata, con la crisi, una selezione, per cui aziende strutturate come la nostra ne hanno tratto profitto conquistando altre fette di mercato. Poi ha pesato un altro fattore: molte persone stanno uscendo dagli investimenti a rischio, per cui si stanno riposizionando sulla casa attraverso ristrutturazioni ed anche attraverso il rinnovo del mobilio e quindi anche della cucina. Su questo fattore hanno pesato gli incentivi governativi sulla rottamazione. Va bene, devo aggiungere, anche il mercato spagnolo ora che ha messo in archivio la bolla immobiliare, facendo pulizia».

La cappa in senso classico e cioè come un ‘imbuto rovesciato’, è stata ormai messa in cantina: un settore il vostro che si va molto modernizzando… «Noi di Elica spendiamo tutti gli anni il 5-6% del fatturato in innovazione e ricerca. Quindi parliamo di cifre importanti».

Lei sempre critico con Confindustria: quei 100mila euro annui vengono ancora erogati? «Sì, ma a denti molto stretti perché non piace la gestione del sistema, anche a livello nazionale, perché si assiste solo ad un balletto di poltrone. E poi…»

Poi cosa? «E’ tempo di rimettere al centro l’industria, il rinnovamento e la formazione delle classi imprenditoriali. Bisogna tornare a dei concetti basici».

Che fine farà Banca Marche? «No comment».

Notizia riferita da Maurizio Gennari IL RESTO DEL CARLINO

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