Fabriano – Emanuela Antonini: “La scrittura e la poesia mi hanno salvata”

Emanuela Antonini

FABRIANO LA SCRITTURA come antidoto per combattere la malattia con cui ormai convive da tempo. Emanuela Antonini, biologa fabrianese 57enne, il suo duello con la sclerosi multipla lo vive con grande determinazione affidandosi non solo al fortissimo amore per i figli, ma anche alla passione per prosa e poesia. Così è arrivata la segnalazione al premio Alberto Andronico’ di Roma per l’opera poetica Calori e calore’ dedicata alle origini della città e al fabbro simbolo di Fabriano. «E’ stato un piacere racconta lei ascoltare i versi della mia poesia declamati durante il Palio poco prima del via alla Sfida del Maglio». Tra le sue opere c’è anche il libro autobiografico La vecchia ingannatrice, pubblicato due anni fa da Neftasia, in cui l’autrice affronta senza ipocrisie né omissioni la malattia con tutte le difficoltà logistiche ed emotive che ne comporta. «Avevo 22 anni spiega lei quando ho incontrato Quid, come chiamo io l’agente patogeno responsabile della malattia. Da allora non è stato semplice convivere con questa nuova dimensione, ma con l’aiuto della famiglia tutto è più semplice. Anche la scrittura mi ha salvata». Un amore per la penna a tutto campo che l’ha portata a pubblicare proprio in questi giorni la sua prima raccolta di poesie Sfumature agrodolci (Aletti Editore). Si tratta di quaranta poesie, sei delle quali rappresentate graficamente dal professor Schiavoni e dal maestro Zingaretti, mentre l’immagine copertina è stata realizzata da Giulia Eliana Penotti, allieva del liceo artistico Mannucci di Fabriano, con la collaborazione delle docenti Giannantoni e  Rossi. Il volume verrà presentato a Fabriano il 24 gennaio alle 17.30 nella Biblioteca Sassi. Un altro capitolo, insomma, di una sfida alla malattia vissuta sempre a testa alta tra un impegno e l’altro anche a carattere istituzionale. A novembre scorso, infatti, la biologa-scrittrice è stata invitata dall’azienda Genzyme, gruppo Sanofi, al convegno sulla sclerosi multipla, tenutosi a Milano, per raccontare la propria storia in cui in tanti sono rimasti esterrefatti dalla naturalezza con cui la donna ha ripercorso le varie fasi di una vita scandita dalla convivenza con la patologia e sempre dalla voglia di combattere e mai dalla rassegnazione.

FONTE Alessandro Di Marco IL RESTO DEL CARLINO

Precedente Castagno, una proposta ​per risolvere il caso outlet Successivo Sottopasso, chiude la statale adriatica Ecco tutti i percorsi alternativi