Fabriano – Ex Villa Merloni, stop al market

villa merloni via dante

FABRIANO Slitta l’approdo in consiglio comunale del progetto McDonald a Fabriano con annesso discount e rotatoria al posto dell’ex villa Merloni. Le opposizioni esultano. Anche perché a richiedere un ulteriore approfondimento sono stati consiglieri di maggioranza e i tecnici comunali. Il punto era stato posto all’ ordine del giorno del Consiglio di domani, ma non sarà quindi discusso. Lunedì pomeriggio, i componenti della commissione consiliare Assetto del territorio avrebbero dovuto dare il via libera al progetto avanzato dalla ditta ascolana Magazzini Gabrielli. Un progetto che prevede un discount Oasi o Tigre. Ed il McDonald. Attività previste in via Dante a Fabriano in cambio della rotatoria da circa 120mila euro che la ditta si è impegnata a costruire all’incrocio della Pisana. Sempre che il Comune dia il via libera alla variante del Prg trasformando un’area da verde, giochi e sport a uso commerciale. Ad essere abbattuta per far posto a questo progetto anche la storica abitazione, con annesso laboratorio, di Aristide Merloni. La ditta ascolana si è anche impegnata a bonificare l’area. Ma, come detto, anche da parte di alcuni consiglieri di maggioranza si sono chiesti ulteriori approfondimenti. E, infine, i tecnici comunali hanno posto l’accento su ulteriori modifiche che andrebbero prese in considerazione rispetto al progetto in discussione. Un improvviso stop, dunque, in commissione. L’Amministrazione comunale era così certa di ottenere il via libera che aveva già inserito il punto all’odg della seduta di domani pomeriggio del consiglio comunali. Ed invece, il punto sarà ritirato. Il M5S ha ha sottolineato come «la bonifica del sito è aspetto imprescindibile per la sua riqualificazione urbanistica: è clamoroso che dopo 15 anni si sia di fronte ad una totale assenza di conoscenze sullo stato di contaminazione del sito, sulle metodiche di bonifica e sui tempi necessari. La bonifica non è oggetto di accordo di programma, ma è il presupposto fondamentale per un accordo di programma serio. La bonifica costituisce essa stessa variante allo strumento urbanistico e quindi vincola l’area al risanamento della stessa e delle aree confinanti». La road-map dei grillini è quindi prima la bonifica, la conseguente certificazione di avvenuto risanamento con raggiungimento degli obbiettivi di bonifica per il suolo e le acque mentre dopo, la variante e il piano di riqualificazione urbanistica dell’area. «Poiché a valle dei siti oggetto della proposta sono da troppo tempo noti in atti fenomeni di contaminazione, non è logico non tutelare i pubblici interessi né, tantomeno, considerare accettabile un progetto di riqualificazione che prescinda dagli aspetti sopraelencati ed in cui si sottovaluta, volutamente, la significatività dell’inquinamento dei siti oggetto della proposta, senza una accurata e dettagliata valutazione degli aspetti sopracitati». Notizia riferita da Claudio Curti sulle pagine del Messaggero 

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