Fabriano – Festa Nazionale della Liberazione

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Il BLOG OGGI 25 APRILE E DOMANI 26 APRILE SI FERMA (Aggiorneremo solo con le notizie flash riguardanti il territorio marchigiano).

Oggi è la festa di chi crede nella libertà, mai togliere la libertà alla vita e a un popolo, perché la libertà è la fonte stessa del vivere. Per questa libertà per questo grande dono tramandato ad oggi e alle generazioni future, la mia famiglia come moltissime altre in Italia e non solo, ha subito gravi lutti nel lontano 1943. In piena seconda guerra mondiale, quando dei bambini che giocavano liberi in un prato a Serradica, una piccola frazione di Fabriano, furono investiti dall’esplosione di una bomba a mano tedesca messa li, inesplosa, chissà da quale carnefice mano. In quell’esplosione morirono due bambini di 3 e 9 anni (fratello e sorella di mio padre) e altri due bambini (mio padre e un suo cugino) portarono per tutta la vita i segni indelebili e crudeli di quella maledetta esplosione nella loro carne, con gravi menomazioni e deturpazioni. Questo, è stato il caro prezzo che la mia famiglia, ha pagato per raggiungere questa nostra libertà.

Andrea Poeta

Gli eventi a Fabriano

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La storia del 25 Aprile

L’Anniversario della liberazione d’Italia (anche chiamato Festa della Liberazione, anniversario della Resistenza o semplicemente 25 aprile) viene festeggiato in Italia il 25 aprile di ogni anno. È un giorno fondamentale per la storia d’Italia ed assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall’8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista. Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui, alle 8 del mattino via radio, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia – il cui comando aveva sede a Milano ed era presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani (presenti tra gli altri il presidente designato Rodolfo Morandi, Giustino Arpesani e Achille Marazza) – proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari per la Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate; parallelamente il CLNAI emanò in prima persona dei decreti legislativi, assumendo il potere «in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano», stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti (tra cui Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo).

«Arrendersi o perire!» fu la parola d’ordine intimata dai partigiani quel giorno e in quelli immediatamente successivi.

Entro il 1º maggio tutta l’Italia settentrionale fu liberata: Bologna (il 21 aprile), Genova (il 23 aprile) e Venezia (il 28 aprile). La Liberazione mise così fine a venti anni di dittatura fascista ed a cinque anni di guerra; la data del 25 aprile simbolicamente rappresenta il culmine della fase militare della Resistenza e l’avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti che porterà prima al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica – consultazione per la quale per la prima volta furono chiamate alle urne per un voto politico le donne – e poi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione.

Il termine effettivo della guerra sul territorio italiano, con la resa definitiva delle forze nazifasciste all’esercito alleato, si ebbe solo il 3 maggio, come stabilito formalmente dai rappresentanti delle forze in campo durante la cosiddetta resa di Caserta firmata il 29 aprile 1945: tali date segnano anche la fine del ventennio fascista.

(Wikipedia)

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