Fabriano – Fiom dopo l’incontro con Whirlpool «La sede direzionale non si tocca»

landini

FABRIANO L’incontro di Firenze convocato dalla Whirlpool spacca il fronte sindacale. Una frattura di certo non insanabile. Ma il summit di ieri convocato dalla multinazionale americana nel capoluogo toscano non ha, di fatto, portato a novità sostanziali nella vertenza sul piano industriale dopo l’acquisizione di Indesit. Un piano che prevede circa 2 mila esuberi, per Fabriano fra i 480 e i 500 fra impiegati ed operai, e la chiusura degli stabilimenti di albacina a Fabriano e Carinaro in Campania oltre alla chiusura del centro ricerche di None in Piemonte. Il tutto compensato da 500 milioni di euro di investimento, circa 150 per Fabriano, e dal rientro di alcune produzioni dall’ estero in Italia. Il Mise ha riconvocato le parti per le 15 del 9 giugno. Ieri, però, l’azienda aveva invitato tutte le sigle sindacali per un nuovo faccia a faccia. Ad accettare l’invito solo la Fiom. A capitanare la delegazione, il leader Maurizio Landini. Fra gli argomenti trattati, gli investimenti e gli assetti industriali, lo stato di avanzamento della ricerca di soluzioni per minimizzare gli impatti occupazionali in Piemonte e Campania, i prossimi passi dell’integrazione delle funzioni amministrative e infine i possibili schemi di incentivazione. La Fiom ha ribadito all’azienda la necessità di individuare soluzioni industriali in grado di scongiurare le chiusure e gli esuberi. «È stato chiarito che gli esuberi per gli impiegati sono riferiti a funzioni e verranno individuati per aree, così come è stato specificato che la previsione di una sede comune per Comerio e Milano non mette in discussione la sede direzionale di Fabriano», fa sapere la Fiom. «Sono soddisfatto – commenta invece Davide Castiglioni, AD Italia di Whirlpool – e ritengo che sia stato un importante passo in vista dell’incontro del 9 giugno». Du tutt’altra idea il segretario nazionale della Fim, Marco Bentivogli: «Si tratta di un comportamento scorretto dell’ azienda per delegittimare il Mise e tentare di spaccare il fronte sindacale. Speriamo riacquistino il senso di responsabilità in vista dell’incontro del 9».

FONTE IL MESSAGGERO – Claudio Curti –

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