Fabriano – Flaviano Bianchini: «Il mio viaggio con i migranti senza passaporto verso gli States»

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Il Fabrianese Flaviano Bianchini si è finto profugo peruviano. VIA IL PASSAPORTO e cambio di identità per ventuno giorni di transumanza insieme ai migranti che dal Sudamerica cercano fortuna sperando di approdare negli Stati Uniti. Quasi 4mila chilometri di viaggio che più accidentato non si può con pochissime centinaia di euro in saccoccia e con il solo obiettivo di arrivare a destinazione per poter poi scrivere il libro ‘Migranti’ dato alle stampe proprio in questi giorni. Il 34enne fabrianese Flaviano Bianchini, una volta liberatosi dei documenti d’identità consegnati ad un amico fidato, si è così trasformato in Aymar Blanco, peruviano di Pucallpa che fugge dal suo territorio alla ricerca della terra promessa statunitense. Con il suo perfetto spagnolo per aver vissuto diversi anni proprio in Sudamerica Flaviano alias Aymar ha attraversato frontiere e nazioni alternando lunghi tratti a piedi ad altri sui temibili treni sempre a rischio di assalto e altri ancora nascosto nella stiva dei camion al pari di svariate decine migranti. «Alla partenza – sostiene Bianchini – alla frontiera tra ilMessico e il Guatemala eravamo un centinaio di persone divise in diversi gruppi. Le ho perse tutte per strada in un viaggio così lungo, ma ne ho reincontrati altri in quello che è stato inevitabilmente un continuo percorso ad ostacoli fino all’arrivo in Arizona. Sono stato anche in prigione per due giorni senza alcuna imputazione da parte della polizia che ha effettuato i controlli». Bianchini, che da oltre un decennio si batte per i diritti di chi non ne ha, non ha perso fiducia nell’umanità. «Sono ateo e non ho grande simpatia per i preti. Ma in un Paese come il Messico, che in cambio di soldi fa il lavoro sporco che gli viene chiesto dagli Usa (un pò come ora si appresta a fare la Turchia cui la Ue offre miliardi per contenere le migrazioni mediorientali), dove chi aiuta un migrante rischia la galera per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, l’unica forza che aiuta questi disperati è la Chiesa cattolica» Notizia riferita da Alessandro Di Marco IL RESTO DEL CARLINO

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