Fabriano – Ginecologia e Ostetricia chiuderanno i battenti

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Incontro tra i sindaci e i vertici dell’Area Vasta 2 – Verso la chiusura dei punti nascita degli ospedali di Fabriano e Osimo. L’eliminazione dei reparti di Ginecologia e Ostetricia dei due nosocomi è stata confermata l’altra mattina nel corso di un incontro dei sindaci e amministratori dei Comuni che appartengono all’Area vasta n.2 (da quelli di senigallia, Jesi, Osimo, Fabriano, fino ai più piccoli) con i vertici dell’Asura, svoltosi a Fabriano. Durante la riunione, a cui hanno preso parte, fra gli altri, il direttore generale dell’Asur Alessandro Marini, il direttore dell’Area vasta n.2 Maurizio Bevilacqua e la direttrice sanitaria Nadia Storti, sono state illustrate le idee della Regione Marche per la riqualificazione della sanità. Nell’ambito delle trasformazioni previste, sono state ribadite appunto, le chiusure dei punti nascita di Fabriano e Osimo. “E’ stato un incontto interlocutorio – osserva l’assessore alla Sanità del Comune di Fabriano Giorgio Saitta ma intanto ho rimarcato il fatto che l’ospedale di Fabriano deve essere salvaguardato, non penalizzato. Conosciamo bene il limite dei 1000 parti all’anno, mentre a Fabriano le nascite sono soltanto 360, ma bisogna tenere presente che con la chiusura del reparto di Ginecologia e Ostetricia del ‘Profili’ si genererà una mobilità passiva verso l’ospedale di Branca, alle porte di Gubbio, in Umbria. Un aspetto, questo, che deve essere valutato con attenzione, magari, facendo accordi con l’Umbria. Stessa per evitare mobilità passiva”. Destinato alla chiusura pure il punto nascita di Osimo, sebbene abbia tratto giovamento dall’eliminazione di quello di Recanati, arrivando a circa 800 nascite all’anno. “L’impegno era il governare la sanità con i sindaci -afferma il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni – ma questo non si è verificato. Anci, si è scelto di chiudere il punto nascite entro fine anno. Per fortuna, ho poi telefonato al presidente che mi ha assicurato un suo intervento in merito. C’era stata la deroga per continuare a operare negli ospedali tra i 500 e i 1000 parti. In questo elenco ci sono tutti, ma viene chiuso solo il nostro. Ci chiediamo perchè e auspichiamo una rivisitazione delle scelte troppo rigide presentate oggi (ieri, ndr)”. Va ricordato che i sindaci della Val Musone hanno pure chiesto di prevedere un punto nascita nel nosocomio che si sta costruendo con l’Incra all’Aspio e che è destinato a servire in primis Osimo, Castelfidardo e Camerano.

Notizia riferita da Aminto Camilli IL CORRIERE ADRIATICO

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