Fabriano – Giorgio Poeta, i mieli inediti alla conquista del mondo

giorgio poeta

Fabriano – Qualche giorno fa mi trovavo in un’azienda vinicola a degustare alcune declinazioni di Verdicchio, quando arriva un ragazzo giovane, sorridente, solare. Con garbo e umiltà chiede scusa, si avvicina, poi porge alla titolare della cantina una piccola scatola grigio antracite molto raffinata. Deve contenere un gioiello,mi dico, qualcosa di prezioso. In effetti è così: all’ interno, ben allineate, cinque piccole gemme dorate. Il ragazzo sorridente si chiama Giorgio Poeta, è di Fabriano, e di professione produce il miele. Una passione per l’attività agricola probabilmente ereditata dal nonno mezzadro che allevava bovini di razza marchigiana, ma riesplosa in lui quasi per caso, quando il padre, come regalo per il diploma, gli dona due arnie. Ed è così che, dopo una laurea in Agraria, Giorgio gestisce oggi un’azienda unica nel suo genere e già famosa all’ estero, soprattutto negli Stati Uniti, in Brasile, in Nord Europa e perfino in Australia. A questo proposito, ogni anno a settembre, da Sidney a Melbourne viene celebrato il cinema italiano con il Lavazza Italian Film Festival, due settimane di programmazione di pellicole italiane con la presenza di famosi attori della nostra penisola, e manifestazioni in ogni metropoli australiana. Ebbene quest’anno, protagonista del festival nelle degustazioni di parmigiano reggiano biologico 24 mesi, era proprio il miele di Giorgio Poeta. Prendo in mano uno dei cinque barattoli che, a differenza degli altri, è di color rosso rubino. Cosa ha di speciale questo? «Dopo la smielatura che avviene in primavera – spiega Giorgio – generalmente i mieli vengono subito filtrati e imbarattati. Io ho deciso invece di destinarne una parte all’invecchiamento in barrique». È nato così il “Carato”, un miele di acacia che subisce un affinamento di 9 mesi in barrique di rovere francese. L’OSCAR GREEN E infatti questo piccolo gioiello, vincitore dell’Oscar green 2011 come prodotto innovativo, vero punto di forza dell’ azienda, ha l’odore acre e pungente del vino cotto, mentre al palato ti sorprende con sentori di cuoio, tabacco e bruciato, con un retrogusto sorprendentemente dolce. A parte il Carato, negli ultimi due anni quest’ azienda situata in cima a una collina sopra Fabriano, con i Monti Sibillini sullo sfondo, ha ampliato la propria attività, aumentando il numero di arnie e, soprattutto, sperimentando nuovi tipi di miele: così sono nati il fermentato “I’M Idromele”, quello di acacia con infusione di anice stellato “La Stella” e, proprio in questi giorni, il Grand Gru. Non a caso i prodotti di Giorgio Poeta, mieli inediti frutto di una lunga e rigorosa ricerca, dal sapore di tabacco e cuoio, liquirizia e anice stellato, sono entrati nel circuito Eataly, ovvero la più prestigiosa catena per la distribuzione di alta gamma. Il successo di questo giovane imprenditore che sogna di diventare il più importante produttore di miele in Europa, risiede probabilmente nel suo modo di approcciarsi al mondo dell’apicoltura: nessuna alimentazione artificiale, rispetto assoluto per le api, controllo ferreo della varroa, nessun tipo di ingabbiamento della regina e ispezione frequente delle arnie, peraltro tutte esposte al sole in direzione sud est. È da un simile approccio che nascono questi cinque gioielli custoditi in un elegante scrigno grigio con, al centro, il Carato: un nettare sontuoso, che del sorriso di Giorgio Poeta conserva la dolcezza, del rubino ha il colore, e dell’oro l’opulenza. Notizia riferita da Valentina Conti Il MESSAGGERO

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