Fabriano – Hacker in azione: svuotato il conto corrente di un imprenditore

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FABRIANO – Brutta sorpresa per l’imprenditore Giuseppe Nicosia: «A rischio il futuro dei miei negozi» GLI HACKER gli prosciugano il conto corrente aziendale trasferendo oltre 9mila euro in Romania e ora la sua attività rischia perfino di non poter più andare avanti. E’ arrabbiato come non mai l’imprenditore commerciale Giuseppe Nicosia, titolare da quattro anni del negozio ‘Piadina più’ di via Dante, che al Carlino racconta la sua disavventura. Nicosia, quando ha saputo dell’inghippo? «Venerdì mi ha chiamato uno dei responsabili di Banca Marche dove ho il conto corrente aziendale chiedendomi lumi su un bonifico di 9mila 300 euro che avrei effettuato on line il giorno prima e che è stato indirizzato in Romania. Io ho risposto che non sapevo assolutamente nulla di quel trasferimento di denaro e che la questione andava subito risolta». Invece cosa è successo? «Mi è stato riferito che il bonifico era stato ormai riscosso e dunque al momento l’istituto di credito non può né annullare l’operazione probabilmente fatta da qualche hacker telematico, né risarcirmi del denaro. Al massimo potrei ricevere un fido, ma non è questo che voglio perché è evidente che qualcuno ha effettuato l’operazione al mio posto. Non ho mai avuto alcun tipo di rapporto commerciale con la Romania e non ho la minima idea di chi possa aver portato avanti questa operazione in quanto i codici dell’home banking sono segreti. Pensi che io non li comunico nemmeno a mia moglie». Adesso come conta di agire? «Ho già depositato la denuncia alle forze dell’ordine perché ci sono diversi aspetti da chiarire. E’ una situazione paradossale, anzi inaccettabile. Perché sono stato contattato solo a cose fatte? Perché la banca non ha una protezione contro questi pirati informatici? E soprattutto perché devo andarci di mezzo io che non ho colpa?». Ripercussioni sull’esercizio commerciale? «Purtroppo altissime. Ora il primo problema è proprio come portare avanti la mia attività. Sul conto aziendale ci sono rimasti soltanto trecento euro e rischiamo di non avere la liquidità necessaria per procedere alle spese correnti. Ci sono cinque dipendenti con cui ho sempre avuto un ottimo rapporto ma che ora rischiano il posto di lavoro proprio perché non mi era mai capitato prima di trovarmi in una situazione emergenziale come questa. Spero davvero che qualcuno capisca quanto sia complicato e con un po’ di buon senso possa risarcirmi». Notizia riferita da Alessandro Di Marco IL RESTO DEL CARLINO

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