Fabriano – Indesit, ci sono 600 esuberi

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FABRIANO – SEICENTO esuberi virtuali tra i circa duemila dipendenti Indesit del polo di Fabriano, in pratica quasi un lavoratore su tre che attualmente è di troppo tra operai e impiegati in servizio in città tra i due stabilimenti produttivi di Melano e Albacina, il centro ricerca Wrap e la sede centrale dell’azienda di elettrodomestici nei pressi della stazione ferroviaria. È il calcolo effettuato sulla base delle ore di ammortizzatori sociali – cassa integrazione straordinaria per le tue blu’, contratti di solidarietà per i colletti bianchi’ – utilizzate nel 2014 e parametrate a quello che invece avrebbe dovuto essere l’orario a regime. Dai calcoli di Rsu e sindacati emerge quindi come ad oggi è decisamente elevata la cifra dei teorici esuberi, sebbene su questo fronte la nuova proprietà targata Whirlpool al momento non ha emanato alcun tipo di comunicazione ufficiale. «Sono solo numeri virtuali ed è ben l’altro l’approccio che serve per affrontare la questione», afferma il segretario provinciale Uilm, Vincenzo Gentilucci. «Sappiamo tutti che i problemi ci sono e proprio per questo motivo un anno e mezzo fa è stato firmato l’accordo tra azienda, Ministero e sindacati attraverso il quale si stabilisce che fino a tutto il 2018 non ci saranno licenziamenti e si potrà ricorrere agli ammortizzatori sociali straordinari. Ora, piuttosto, attendiamo il piano industriale della nuova guida americana per capire se, oltre a concentrarsi sulla gestione di questa fase sicuramente complessa, si avrà modo e volontà di investire su processo e prodotto in maniera da aggredire la crisi e cercare di superarle». Intanto, però, i segnali sul fronte del ricorso al paracadute degli ammortizzatori sociali non sono troppo rinfrancanti. Anzi, in questo mese di marzo si sta facendo segnare un record da parte del sito di Albacina dove sono ben undici i giorni di chiusura dello stabilimento con fermate collettive per l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria per tutti gli operai. In pratica da inizio 2015 ad oggi proprio ad Albacina si viaggia alla media di un giorno su due di chiusura.

FONTE IL RESTO DEL CARLINO -Alessandro Di Marco-.

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