Fabriano – La Caritas lancia l’allarme «La metà dei poveri è del Fabrianese»

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– FABRIANO – LA POVERTÀ parla sempre più italiano tanto che delle 4mila persone fisiche attualmente assistite dalla Caritas diocesana una su due è del nostro Paese. «Ormai sono lontani i tempi in cui la stragrande maggioranza dei nostri utenti veniva dall’estero», conferma il direttore Edmondo Ercolani che mai come in questi ultimi mesi ha visto impennarsi il numero dei poveri fabrianesi e italiani in genere. «E’ una tendenza – conferma Ercolani – sempre più chiara ed evidente. Peraltro rispetto allo scorso anno il numero dei soggetti in difficoltà è in sostanziale parità considerati tutti quelli censiti dalla nostra Caritas operativa tra Fabriano, Cerreto d’Esi, Sassoferrato, Genga e Matelica. Ma se da una parte alcuni stranieri non si rivolgono più a noi perché hanno deciso di lasciare la città per cercare lavoro altrove, è in continua e consistente crescita il contingente autoctono. Solo fino a qualche anno fa tre su quattro dei richiedenti aiuto erano stranieri, ora invece siamo arrivati ad una cifra in equilibrio tra le etnie forestiere e quella autoctona. In molti sono ovviamente alle prese con i problemi di natura occupazionale e dunque finanziaria legata al pagamento di utenze, affitti e similari, ma c’è anche chi cerca un sostegno psicologico per uscire da problemi gravi come alcol, droga o tabagismo». L’EMERGENZA povertà è sempre più reale, tanto che proprio in questo periodo natalizio arriva un sentito appello da parte della Caritas per aiutare quanti hanno più bisogno. In particolare il riferimento è al regalo usato sotto l’albero, soprattutto nel settore dei giochi per bambini. «Mai come a dicembre – aggiunge Ercolani – sono gradite le donazioni di giochi che i ragazzi delle famiglie locali non utilizzano più, magari perché hanno superato una certa fascia d’età e hanno altri interessi. Portare quei giochi alla Caritas significa regalare una grande gioia ai bimbi delle famiglie più povere che in questi giorni si stanno rivolgendo a noi in quanto non sono in grado di acquistare giochi nuovi e costosi per i propri figli. E’ già capitato negli anni scorsi che qualche bimbo sia entrato nella nostra sede e trovandosi davanti una serie di giocattoli usati, ma ovviamente in buono stato, abbia sgranato gli occhi per la felicità facendo stringere il cuore dall’emozione ai nostri operatori. Per i più piccoli poco conta che il gioco sia nuovo o usato»». Notizia riferita da Alessandro Di Marco IL RESTO DEL CARLINO

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