Fabriano – La Fiom fa da mediatrice, fissato il vertice a Roma

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– FABRIANO – LA TRATTATIVA tra Whirlpool e i sindacati riparte con un tavolo azzoppato. Alla convocazione dell’azienda per il confronto odierno a Firenze, infatti, risponderà presente solo la Fiom-Cgil con i suoi delegati nazionali e territoriali mentre non ci saranno Cisl, Uil e Ugl che declinano l’invito chiedendo solo summit sotto la regìa del Ministero e non ‘privati’ tra proprietà e parti sociali. Tutti presenti, invece, il 9 giugno a Roma proprio in Ministero quando si terrà il summit ‘istituzionale’ probabilmente alla presenza del ministro Federica Guidi.
Dunque per la prima volta oggi toccherà alla Fiom presentarsi nell’inedito ruolo di mediatore in una fase in cui il fronte dei sindacati inizia a spaccarsi almeno sui metodi, anche se nel merito dei contenuti del piano industriale da 2.060 esuberi i confederali restano tutti fortemente critici. Ma proprio dalla Fiom continuano ad arrivare segnali di apertura al dialogo perfino sul fronte delle buonuscite in denaro per le dimissioni volontarie con il segretario nazionale Maurizio Landini a riferire come «non dobbiamo vergognarci a parlare di incentivi, anche per evitare che l’azienda inizi a dare il là a trattative individuali con i lavoratori». Del resto sembra partita una sorta di corsa alle dimissioni con l’‘aiutino’ tra operai e impiegati Indesit, fortemente tentati da uscire di scena in massa a fronte di una buonuscita in denaro che si annuncia particolarmente robusta. Per gli incentivi cash – come già avvenuto tre anni fa a Varese – Whirlpool potrebbe proporre fino a 50mila euro lordi (38mila netti) per gli operai e forse qualcosa in più per i ‘colletti bianchi’. Come dire che tra Tfr, eventuale cassa integrazione, successiva mobilità fino a due anni e incentivo extra, qualcuno potrebbe andarsene con un ‘tesoretto’ piuttosto consistente.
Non a caso lunedì mattina in occasione dello sciopero fabrianese, molti dipendenti hanno avvicinato sindacalisti e perfino giornalisti per chiedere lumi sulla buonuscita e sugli incentivi in benefit per il trasferimento a Varese. Qualcuno ha perfino confessato di avere iniziato ad inviare curriculum ad altre aziende, altri hanno confidato di non sentirsi più in grado di lottare di fronte a prospettive di fin troppo evidente dismissione.

FONTE IL RESTO DEL CARLINO -Alessandro Di Marco-

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