Fabriano – L’appello di Sagramola per il rilancio «Vinta la battaglia legale, ora le banche aiutino la Jp»

jp

– FABRIANO – UN APPELLO alle banche perché diano fiducia alla Jp e dunque consentano di rendere effettivamente praticabile il nuovo piano industriale allo studio da parte dell’azienda di elettrodomestici che conta 700 dipendenti. E’ il sindaco Giancarlo Sagramola a rivolgersi direttamente agli enti creditizi dopo che la sentenza della Cassazione ha ribaltato gli esiti dei due verdetti precedenti e tenuto in vita l’impresa che ha raccolto il testimone dell’ex Ardo. La vendita effettuata a dicembre 2011 dal Ministero all’imprenditore cerretese Giovanni Porcarelli è stata ritenuta valida e dunque l’azienda resterà attiva grazie anche alla proroga di altri 21 mesi di cassa integrazione straordinaria (dal dicembre 2016 a settembre 2017) appena concessi proprio dal Ministero. «Ora – afferma Sagramola – diventa determinante la questione dell’accesso al credito. Mi auguro davvero che sotto questo profilo non ci siano problemi perché finalmente la Jp possa avere un percorso normale. Capisco che con la vecchia gestione ci siano stati dei problemi tali da indurre le banche a presentare il ricorso, ma Porcarelli va messo alla prova. Perché dargli fiducia? Innanzitutto perché con le altre sue aziende ha sempre ottenuto risultati importanti. E poi perché in questo quattro anni scanditi da battaglie giudiziarie e inevitabili ripercussioni sulla vita aziendale ha dimostrato la cosiddetta tigna tipica delle nostre parti nel non mollare mai. Fin qui il percorso industriale della Jp è ingiudicabile proprio per tutti questi problemi, ma ora davvero si può ripartire sperando, appunto, che le banche sostengano il progetto». Insomma, il ruolo degli istituti di credito resta centrale in un nuovo percorso di cui si comincerà a parlare lunedì mattina in fabbrica con le assemblee tra sindacati e lavoratori e il giorno seguente con un summit tra le stesse parti sociali e Porcarelli. Proprio l’imprenditore e sindaco di Cerreto d’Esi a breve dovrebbe presentare un piano industriale che potrebbe avvicinarsi a quello di quattro anni fa quando acquisì l’azienda (mai mai attuato), attraverso il quale era previsto un primo anno con 150 presenze fisse al lavoro, il secondo con 300, il terzo con 550 e il quarto con tutti i 700 dipendenti all’opera. Notizia riferita da  Alessandro Di Marco IL RESTO DEL CARLINO DI FABRIANO

Precedente Civitanova, gli alunni della Mestica in visita al Corriere Adriatico Successivo Antico messale spunta a New York. Era stato rubato ad Apiro