Fabriano – Le mamme a Ceriscioli: non può ignorarci

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FABRIANO In settimana la decisione della Regione sulla deroga alla chiusura del punto nascita dell’ospedale Engles Profili di Fabriano. «Questo silenzio prolungato non è un buon segno, ma ci aspettiamo a giorni un pronunciamento definitivo. Il tempo stringe e ci auguriamo che il governatore Ceriscioli, dimostri di voler essere il Presidente di tutta la Regione senza ritorsioni di sorta», l’invito-appello che giunge dagli organizzatori della manifestazione di sabato per le vie della città che ha visto la partecipazione di circa 1.000 persone, fra autorità, mamme e papà,
associazioni e comitati. E proprio il gruppo delle neomamme, uno delle anime della protesta, ha rivolto una lettera aperta a Ceriscioli. «Carissimo Ceriscioli, le scrivo innanzitutto per ringraziarla, sì ha capito bene, volevo
farlo perché grazie all’atteggiamento di chiusura che avete dimostrato lei e la sua Giunta lo scorso 30 novembre, è riuscito a far arrabbiare proprio tutte e tutti in questa città. Da che ne ho memoria, non ho mai visto una così ampia coesione sociale a Fabriano: donne, uomini, mamme, papà, nonni, commercianti, operai, studenti, disoccupati, liberi professionisti, dottori, come dicevo prima, proprio tutta la cittadinanza». Ciascuno con le proprie motivazioni, «chi lo fa per rivendicare l’assistenza sanitaria come diritto sancito dalla Costituzione; donne incinte con accanto le loro famiglie preoccupate per l’evolversi dei loro travagli e dei loro parti; cittadini che non vogliono mollare pezzo per pezzo l’ospedale; mamme che rivendicano il diritto di far nascere i propri figli a Fabriano. Tutti uniti chiedono che Ostetricia non si chiuda». A seguito della manifestazione: «Lei da oggi non può più ignorare questo territorio e la sua gente, quella che ci vive, che ci lavora e persino quella di passaggio e che debba a tutte queste persone delle spiegazioni concrete, perché come può ben constatare alle sue rassicurazioni qua, non ci crede nessuno. Lei, che è anche assessore alla Sanità regionale, come può dormire tranquillo e come potrebbe spiegarsi la responsabilità della morte anche di una sola partoriente che con distacco di placenta muore nel tragitto da casa all’ospedale di Jesi? Può farci capire come saranno accolti i bambini nati di parto improvviso su una fredda ambulanza?».
Notizia riferita da Claudio Curti IL MESSAGGERO

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