Fabriano – Maternità, Ceriscioli: «Futuro segnato»

punto nascite

Fabriano – Il presidente: cerchiamo di non chiudere il 31 gennaio ma il punto nascite del Profili sarà comunque soppresso, l’ipotesi è creare un’area con una équipe unica Fabriano-Jesi mantenendo operativi per alcuni mesi entrambi i presidi. «Dopo una riunione con il direttore Asur Marini, per Fabriano stiamo valutando alcune strategie che possano portare alla chiusura del punto nascita oltre il 31 gennaio, data ultima fissata dalla delibera regionale». Parole del governatore Luca Ceriscioli. «I tecnici – prosegue – stanno valutando la possibilità di attivare L’Area funzionale omogenea interaziendale (Afoi) con un’équipe unica Fabriano-Jesi che consenta di tenere operativi entrambi i presidi. Soluzione adottata per esempio dall’Umbria. Si tratterebbe di una misura temporanea per arrivare comunque alla chiusura del punto nascita di Fabriano. La stessa Umbria ha già chiuso tre dei punti nascita inseriti nelle Afoi». Già,ma «che succede a mezzanotte e un secondo di domenica?». Se lo chiede il primario dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Engles Profili, Pasquale Lamanna, proprio in riferimento alla data di chiusura ufficiale del punto nascita. E Lamanna ribadisce anche la risposta: «Se una donna arriva al Pronto soccorso in travaglio, partorirà a Fabriano. Punto». Il primario è irremovibile. «Al momento – spiega – non ci sono scritti regionali o della direzione sanitaria che ci dicono come dobbiamo comportarci. Ceriscioli afferma che sta riflettendo sull’Afoi, ma anche dove questa è stata normata non si spiega come ciò avverrà». Per questo Lamanna ha già detto a tutto il personale del reparto «che dalla mezzanotte e un secondo di domenica saremo tutti consegnati con turni di 24 ore per assicurare il servizio». Senza considerare «che se anche dovessimo avere il via libera all’Afoi prima bisogna capire le modalità di utilizzo, ben sapendo che si tratta di una soluzione temporanea per accompagnare la chiusura del punto nascita quando, nel 2017, sarà completato il raddoppio della SS.76». Per questo non bisogna mollare. «Se anche i burocrati e la politica si rendono conto che è necessario attendere il raddoppio della SS.76 vuol dire che sanno bene del rischio che si deve affrontare per raggiungere l’ospedale di Jesi», evidenzia Lamanna. «Non vedo l’ora che arrivi l’udienza di merito al Tar. In quell’occasione, sono certo, avremo ragione e, quindi, giustizia. E spero che poi giungano notizie di dimissioni da parte di chi ha concepito un piano di riordino sanitario che considera solo i numeri e non il diritto alla salute delle persone». Dunque, a Fabriano si continuerà a partorire. «Per febbraio non abbiamo tagli cesarei programmati. Abbiamo invece molte donne che dovrebbero partorire naturalmente. Mi stanno contattando e a tutte dico di non prendere contatti con Branca o con Jesi perché partoriranno a Fabriano».

Notizia riferita da Claudio Curti IL MESSAGGERO

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