Fabriano «Melano non sia specchietto per allodole»

indesit Melano

FABRIANO – RABBIA forse ancora no, incertezza e smarrimento sicuramente sì. Diciamolo subito: le paure degli operai fabrianesi dello storico sito di Albacina annunciato in chiusura non sono ancora al livello dei colleghi di Caserta e lo si capisce anche dalla protesta assai meno invasiva ed insistente di quella degli operai campani ormai in sciopero permanente da dieci giorni e ieri mattina arrivati in massa fino a Roma. Toni indubbiamente più morbidi, insomma, perché, come dicono loro, «in fondo gli otto chilometri di trasferimento da qui alla vicina Melano non sarebbero un dramma», mentre in Campania l’ipotesi-cuscinetto del trasloco in aree limitrofe ad oggi sembra non esserci. Ma il problema, da queste parti, è un altro e si chiama prospettiva. «A cosa stiamo andando incontro?», si domanda Sara Angeletti della Rsu della Fiom-Cgil in Indesit da 18 anni e ieri fuori da cancelli per le due ore di sciopero assieme ai colleghi. «Per ora ci sono solo garanzie vaghe, molto vaghe. Non vorremmo che questo annunciato rafforzamento di Melano sia solo uno specchietto per le allodole». Se non un salto nel buio, qualcosa di molto simile per chi è destinato a lasciare il più storico dei siti locali (il primo dell’allora Merloni Elettrodomestici’) e si interroga sul rischio di finire nel calderone degli esuberi, 280 dei quali annunciati per Fabriano sulle 850 tute blu complessive. Un lavoratore fabrianese su tre, o giù di lì, che domani sarà di troppo, ma che già oggi comincia ad insospettirsi. «Aspettiamo ulteriori dettagli del piano, ma per ora siamo quasi al paradosso», afferma Tiziano Lacché che in stabilimento si occupa di ricerca e sviluppo. «Si investono tanti soldi, poi però spuntano tutti questi esuberi. E’ così in tutti settori, il mio compreso, eppure di norma quando si inserisce denaro sull’attività aziendale, i posti di lavoro dovrebbero aumentare o almeno non diminuire. Dopo 28 anni in questa industria, oggi il futuro è davvero un’incognita». Fossimo al Monopoli la casella pescata con l’arrivo degli americani non è certo quella delle probabilità, ma degli imprevisti. «Chiediamo certezze sulla produzione», invoca Giorgio Pisciotta. «Si parla tanto dei presunti 150 milioni di euro in arrivo per Melano, ma serve un progetto forte e permanente sul prodotto dallo stampaggio alla smalteria».

FONTE IL RESTO DEL CARLINO -Alessandro Di Marco-

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