Fabriano non salva il Punto nascite

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Ceriscioli si riserva una risposta definitiva ma alla fine ricorda l’accordo sulla chiusura dei centri con meno di mille parti, `Il vertice tra governatore e sindaci non porta la svolta sperata «Prima saranno soppressi quelli con meno di cinquecento nascite». Nessuno spiraglio per il punto nascite di Fabriano. Il governatore Ceriscioli si è riservato una risposta definitiva, ma non sembrano esserci spiragli. Almeno leggendo la nota diffusa al termine dell’incontro: «Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha incontrato i primi cittadini di Fabriano Giancarlo Sagramola, Sassoferrato Ugo Pesciarelli e Genga Giuseppe Medardoni in merito alla chiusura dei punti nascita entro il 31 dicembre di quest’anno. Il presidente ha ribadito la necessità di rispettare l’accordo Stato-Regioni del 2010 e la seguente delibera regionale del 2011 che prevedono la chiusura dei punti nascita sotto i mille parti» recita infatti il documento elaborato dopo il summit a Palazzo Raffaello che si è protratto per oltre due ore. «Un obiettivo da raggiungere gradualmente – spiega Ceriscioli – chiudendo prima i reparti sotto i 500 in modo da permettere una redistribuzione dei parti e creare un nuovo assetto». I punti nascita per i quali si prevede la chiusura entro il 31 dicembre sono quelli di Osimo, Fabriano e San Severino «perché non rispettano gli standard previsti dalla normativa e dai criteri di accreditamento». Un passaggio che suona come una pietra tombale sulla vicenda. «Un provvedimento che non prevede nessun risparmio di risorse per l’Asur, nessun impoverimento dei territori, resta il personale impiegato nei reparti e si implementano i servizi di presa in carico della donna in gravidanza. Il presidente ha ascoltato le ragioni dei sindaci e si è riservato di avere un ulteriore incontro per rispondere alle sollecitazioni degli amministratori locali», conclude la nota. Sperano ancora in un miracolo, invece, i sindaci del fabrianese che hanno partecipato all’incontro di ieri pomeriggio. «Abbiamo avuto con i tecnici e i politici un incontro interlocutorio – commentano – Si è registrata la rigidità e la determinazione della delegazione tecnica e un’attenzione maggiore da parte di Palazzo Raffaello che ha ascoltato le ragioni dell’entroterra. Abbiamo sottolineato l’assenza di una viabilità che consente di raggiungere in sicurezza il presidio più vicino mentre il reparto di Ostetricia e il servizio di Rianimazione garantiscono assoluto rispetto delle linee guida nazionali. Ribadito poi il mantenimento delle unità semplici e complesse dell’ospedale di Fabriano mantenendo la configurazione organica antecedente la proposta di ristrutturazione necessaria per il corretto funzionamento del Profili. Abbiamo fatto già molti sacrifici. Crediamo che la politica non può rimanere insensibile ai cittadini del comprensorio montano. Ci aspettiamo, quindi, il rispetto dei patti». Al governatore è stata consegnata una relazione anche da parte del primario dell’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia, Pasquale Lamanna. Oltre, naturalmente, all’ordine del giorno discusso nel Consiglio comunale aperto della scorsa settimana in cui si fa riferimento ad articoli della Costituzione e dello Statuto regionale per il mantenimento del reparto all’ospedale fabrianese. «Oltre alle pubbliche promesse che lo stesso Ceriscioli ha fatto durante la campagna elettorale per la sua elezione a Presidente della Regione Marche». Notizia riferita dal Messaggero da Claudio Curti

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